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Allenamenti

La nutrizione prima di tutto: seconda parte

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Valutazione dell'utente: ONONONONOFF / 6
Scritto da Samuel Da Valle
lunedì, 31 marzo 2014

Dopo la primissima puntata dedicata al raggiungimento del peso forma mediante i corretti consigli nutrizionali approfondiamo, come promesso, alcuni concetti in questa seconda parte. 


N.B: Quanto segue vi viene indicato puramente a scopo informativo, nel caso voleste seguire le informazioni qui riportate, consiglio di consultare il vostro medico


In questo secondo pezzo andiamo a vedere i Macronutrienti (proteine , carboidrati e grassi) ed i Micronutrienti (vitamine e minerali), dove si trovano e possibilmente a cosa servono.

Prima di tutto partirei dall’acqua, dato che rappresenta circa il 60% del peso di un individuo adulto e circa il 70% dei muscoli, vorrei dire : “Ragazzi bevete !!!”. Troppe volte ho commesso in prima persona e visto commettere l’errore di non bere per fare il peso. E' un errore madornale da evitare come la peste, che può compromettere tutta una preparazione. Diverso è fare il taglio del peso nelle ultime 24/36 ore prima del peso ufficiale (da non fare se non sotto supervisione medica!!), altra cosa è svolgere una preparazione intera bevendo poco.


Recentemente Orlando Salido ci ha dato dimostrazione, presentandosi al match contro Lomachenko sovrappeso di 1kg, che un singolo kg può cambiare la performance di un atleta. Salido NON aveva 1 kg di grasso, ha scelto con i suoi medici e preparatori, di non togliersi 1 kg/lt di acqua e dal risultato, hanno scelto bene !! 

Ho voluto iniziare subito con l’acqua perché purtroppo ancora oggi si sentono dei maestri dire ai loro ragazzi di non bere. A tal proposito è indispensabile sapere che l’acqua regola la temperatura corporea, permette il trasporto dei nutrienti e la rimozione delle scorie. Una disidratazione di circa il 5% del peso corporeo, provoca la comparsa di crampi, mentre una disidratazione di circa il 7% può provocare perdita di coscienza. Disidratazioni intorno al 18-20% provocano la morte !!

 

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Difese: Le manovre difensive di base nel pugilato

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Valutazione dell'utente: ONONONONON / 5
Scritto da L. Murru
giovedì, 27 marzo 2014

   In altre utility abbiamo visto come i pugili si differenzino in base alla distanza di combattimento e alle proprie caratteristiche fisiche nonché tecniche in diverse tipologie. Dall'Outfighter che tende a combattere sulla lunga distanza facendo valere il numero di colpi portati e la sua classe, all'infighter che invece pressa e cerca la corta distanza per ottenere il massimo dai suoi colpi potenti. Questo per quel che concerne l'attacco. Ora dopo avervi elencato le principali posizioni di guardia, oltre quella "accademica" che si apprende in palestra nello scorso pezzo, dedicato al tema della difesa, approfondiremo in questa parte le MANOVRE DIFENSIVE che vanno differenziate dagli stili di guardia tenuti a centro ring. Molto semplicemente in questo caso parliamo di come un pugile si posiziona per difendersi quando viene attaccato e non di come pone le braccia in attesa di colpire o essere colpito. Quindi le tecniche che seguono sono un sottoinsieme delle POSIZIONI DI GUARDIA di cui vi abbiamo già parlato. L'intento è giusto quello di mostrare all'appassionato medio quali sono le tecniche facili da riconoscere osservando un match in TV o dal vivo ( sempre meglio per questioni di atmosfera e per comprendere i dettagli tecnici ). Vediamo quelle più famose nello specifico:

 

 

 

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Come avvicinarsi al peso forma prima di una gara: la nutrizione prima di tutto

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Valutazione dell'utente: ONONONONON / 9
Scritto da Samuel Da Valle
lunedì, 24 marzo 2014

 Gli allenamenti occupano buona parte del tempo di un atleta professionista. Per un pugile o un combattente in generale tali allenamenti sono importantissimi quanto delicati, specie in fase di  avvicinamento ad un match da disputare, una competizione. L'obbiettivo atletico di tutto questo viene rappresentato quasi sempre dal limite di peso da raggiungere, a seconda della categoria nella quale l'atleta milita. Già perché il peso corporeo di ciascuno di noi oscilla a seconda di come ci si comporta a tavola, o di quanto movimento facciamo. Un atleta a maggior ragione, non può permettersi enormi sbalzi di peso ed è questo il punto. Trattandosi di un argomento complesso quanto vario, e che suscita le curiosità dell'appassionato medio come del neofita o del praticante più esperto, ci avvaleremo della consulenza di un Personal Trainer qualificato, che conosce molto bene e per pratica agonistica il pugilato. Sarà quindi il nostro amico Samuel Da Valle, di qui in avanti, ad introdurvi sul tema. BUONA LETTURA:

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Gli Infortuni nella Boxe: 2 - Trauma Cranico

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Valutazione dell'utente: ONONONONON / 11
Scritto da La Redazione
giovedì, 20 marzo 2014

Nell' Ottica di esaudire sempre più le richieste dei nostri lettori offrendovi un servizio ricco di contenuti di qualità inauguriamo e sperimentiamo con voi, questa nuova rubrica che chiameremo "I Consigli del Fisioterapista" che tratterà i maggiori e frequenti infortuni che possono capitare a chi pratica Pugilato, con relativi consigli competenti per quanto riguarda la riabilitazione post-infortunio.              



                                       Trauma  Cranico

Con il termine “trauma cranico” si identificano tutti quei traumi riguardanti la scatola cranica, dalla minima concussione alla lesione mortale. In questo articolo ci soffermeremo sul trauma cranico chiuso e privo di fratture, che si può verificare durante un incontro di Boxe. E’ opportuno premettere che, essendo il cervello l’organo più importante del corpo umano, esso è provvisto di molteplici “barriere di protezione”

 

  • -La scatola cranica che è il rivestimento osseo non deformabile che circonda il cervello, molto resistente agli urti, più spesso nella parte anteriore rispetto a quella posteriore;
  • -Il liquor cefalorachidiano che è un liquido prodotto all’interno della scatola cranica in cui il cervello è immerso e che ha la funzione di nutrirlo e proteggerlo;
  • -I vasi sanguigni che in caso di impatto vengono “spremuti” fungendo da cuscinetto e attenuando le conseguenze dell’impatto;
     

 

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Le principali posizioni di guardia

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Valutazione dell'utente: ONONONONOFF / 8
Scritto da L. Murru
giovedì, 20 marzo 2014

 

 

Ultimamente si parla tanto della posizione di guardia del numero uno dei pugili pound for pound del panorama internazionale, ovvero di Floyd Mayweather Jr. La sua posizione di guardia, stilisticamente bella quanto difficile da mettere in pratica con successo non è proprio adatta a tutti ma non è affatto una novità. Infatti la sua Philly Shell è una delle tre posizioni di guardia  della boxe contemporanea. Analizziamo quindi nel dettaglio proprio queste posizioni principali differenti dallo stile "accademico" o "classico" che dir si voglia.

 

Peek a Boo. Si tratta di uno stile di guardia che ha come base di partenza la più classica delle posizioni, ovvero un braccio proteso in avanti a l'altro arretrato a protezione del mento/volto. E' uno stile di guardia prettamente frontale ma la diversa distanza delle mani dal volto dell'avversario in fase iniziale ( verso il quale dovrebbero distendersi i colpi ) permette di posizionare il corpo ( la figura ) di sbieco e quindi offrire un minore "specchio" nel quale colpire. Restare del tutto frontali è come offrire bersagli gratuiti al proprio avversario. Cosa che nella fase ravvicinata la DIFESA specifica adottata da alcuni pugili interpreti di questo stile, fa di proposito. Appunto per invitare l'avversario a colpire. La posizione di DIFESA ravvicinata che ha dato il nome a questa variante dello stile più classico, è simile a quella del gioco dei bambini che mimano due pugili con le due mani appaiate davanti al mento e la figura quasi del tutto frontale. Questo stile offre una protezione extra per il mento e rende più facile sferrare il jab. La Peek-a-Boo  è stata sviluppata dal leggendario allenatore Cus D'Amato.

 

Il punto di forza di questo stile di guardia è che consente qualsiasi tipo di attacco, specie da distanza ravvicinata, anche se richiede una grande abilità di schivata con la testa ( BOBBING ) e una mobilità sul tronco notevoli. Da questa posizione è facilissimo far partire il jab e il diretto destro con poco dispendio di energia, ma altrettanto facile è far partire i ganci e i montanti.

Tuttavia essa è da sempre indicata per i pugili INFIGHTER ( aggressori ), cioè gli aggressori da corta distanza ma anche pugili da media distanza tendono ad adottarla. Più raro è che la adottino gli OUT-FIGHTER da lunga distanza. Essi applicano delle varianti a questo stile, nel senso che tendono ad avere proprio il sinistro sempre avanzato a proiettato in avanti.

 

 Carl Olson è stato il primo campione conosciuto ad utilizzare correttamente questa guardia. Fra i più famosi utilizzatori di questa guardia troviamo MIKE TYSON ( non a caso allievo di D'Amato ) e Winky Wright che è l'OUT FIGHTER che sfata l'eccezione, con le dovute varianti del caso specie nella fase puramente difensiva.

 

Tyson difendeva APPARENTEMENTE di più il mento di quanto non faccia Mayweather ma appunto è una questione di apparenza.

 

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Elementi di base: riconoscere i pugni nella boxe

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Valutazione dell'utente: ONONONOFFOFF / 2
Scritto da L. Murru
giovedì, 20 marzo 2014

 Questa utility è ovviamente indirizzata ai neo-appassionati o a chiunque voglia avvicinarsi al pugilato con quel pizzico di curiosità in più. Parleremo dei pugni veri e propri, spesso i giovani nel vedere i match fanno confusione fra cosa sia un Jab e un Diretto per il semplice fatto che in teoria entrambi i colpi  seguono una linea "dritta". Qui vedremo che differenziare i due colpi è facile, così come i colpi fondamentali mostrati in altri tutorial video, sono sostanzialmente solo 4.

 

Ricordiamo pertanto che i colpi col dorso del guantone ( manrovesci ) sono vietati, così come lo sono quelli con l'interno del guantone ( a mo' di schiaffo ). Si colpisce solo con i pugni e intercettare le braccia avversarie con le proprie ( a mo' di parata da arti marziali ) è altrettanto vietato.

Nella boxe esistono solo le schivate o la parata con i propri guantoni, quindi la difesa è di tipo passivo piuttosto che attivo come in altre discipline. Un po' come se si accettasse che in un match almeno un pugno lo si debba prendere.

Ma parliamo appunto di pugni:

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Gli Infortuni nella Boxe: 1 - La Mandibola

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Valutazione dell'utente: ONONONONON / 12
Scritto da La Redazione
mercoledì, 12 marzo 2014

Nell' Ottica di esaudire sempre più le richieste dei nostri lettori offrendovi un servizio ricco di contenuti di qualità inauguriamo e sperimentiamo con voi, questa nuova rubrica che chiameremo "I Consigli del Fisioterapista" che tratterà i maggiori e frequenti infortuni che possono capitare a chi pratica Pugilato, con relativi consigli competenti per quanto riguarda la riabilitazione post-infortunio.                       

                               Frattura o Lussazione della Mandibola

Bersaglio preferito dai pugili, la mandibola è un osso del massiccio facciale articolato con l’osso temporale la cui particolarità è di essere l’unico osso del cranio provvisto di un’articolazione mobile, chiamata Temporo-Mandibolare, (FOTO) che le consente di muoversi.

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Video: Corda tesa per schivata

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Scritto da Luigi Murru
martedì, 22 ottobre 2013

 

Tutorial del maestro Garcia Amadori della MMA Atletica Boxe di Milano. Tutorial  come sempre molto curati e interessanti, facili da seguire ed applicare per chi volesse perfezionarsi o fosse alle prime armi sulle tecniche di schivata. Il tutto sempre con il consueto stile semplice e diretto di uno dei migliori maestri "giovani" di boxe.

 

 

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martedì, 26 settembre 2017
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