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Interviste

Nella Boxing Club Calenzano intevista a David Rettori prima dell'incotro per il titolo italiano

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Scritto da La Redazione
venerdì, 22 maggio 2015

Servizio e Foto a cura di Alessandra Tognarini


E' senza dubbio la riunione italiana più importante di questo fine settimana. A Ferrara, sabato sera, Marcello Matano, (14-1) beniamino di casa, difenderà il titolo inter-continentale IBF dall'assalto del tedesco Mathias Zemski (15-2). Nel co-main event della serata ci sarà in palio il vacante titolo italiano dei massimi leggeri tra l'ex detentore Leonardo Damian Bruzzese (13-1) contro il cruiser fiorentino David Rettori (7-3) L'evento sarà trasmesso da DeeJay TV dalle ore 23. Abbiamo incontrato David Rettori nella sua palestra della Boxing Club Calenzano di Settimello (Firenze) intervistandolo prima del match che l'attende:


BoxeNews: Ciao David. Hai accolto con pochissimo preavviso l’occasione di combattere per il titolo italiano dopo i problemi di Lovaglio e l’infortunio in extremis di Ciriani. 
Il tuo avversario sarà Bruzzese che voleva vendicare l’unica sconfitta in carriera (KO Tecnico all’ultimo round) con Lovaglio del 2013 per poi negli ultimi due anni aver combattuto solo due incontri (Igoris Borucha (7-24-2) nel Giugno 2014 e Marko Martinjak (3-11-1) nel gennaio 2015). Come hai accolto la notizia e se ti senti pronto per il match?


David Rettori: “In realtà ero stato subito contattato già per sostituire Lovaglio e avevo iniziato a prepararmi; poi, qualche giorno dopo, mi hanno telefonato dicendomi che in lista c’era Ciriani avanti a me, quindi mi son messo da parte continuando ad allenarmi come se avessi dovuto fare il titolo, ci speravo nel senso.  La cosa alla fine è andata a favore mio, mi spiace ovviamente per Ciriani che si è infortunato ma io le speranze di disputare il titolo non le avevo mai perse!”

 

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Intervista al maestro Dino Orso

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Contributo di Carlo Tartaglia
lunedì, 13 aprile 2015

 

Dino Orso è uno dei maestri più preparati e stimati dell'attuale panorama pugilistico italiano. Il suo approccio con la boxe e il suo modo di comunicare con i pugili è affascinante ed efficace. Orso vive la boxe con passione e crede che possa davvero avere un ruolo educativo e formativo per chiunque entra in palestra. Da anni porta avanti questo suo credo con i fatti e anche i risultati sono dalla sua parte.

Ho raggiunto il maestro per telefono e dalla nostra lunga conversazione è nata questa intervista.

 

 

Boxenews: Come hai iniziato il tuo percorso con la boxe, quando hai capito che quella del maestro sarebbe diventata la tua professione?


Dino Orso: Da giovane correvo in moto, poi ho iniziato a fare Karate per fare ginnastica, avere una preparazione atletica per correre in moto. Poi il Karate ha iniziato a piacermi, in quegl'anni mio padre mi stimolava a praticare la boxe perchè lui era stato pugile professionista, ma all'inizio non mi interessava granchè, preferivo le moto.

Il karate mi serviva quindi per tenermi in forma per le corse, poi piano piano mi ha appassionato e dopo il militare sono tornato in palestra e  ho cominciato anche a praticare full contact. Nel tempo sono diventato amico dell'allenatore, che mi chiedeva di sostituirlo quando lui non c'era. Più avanti ho iniziato a fare un po' di pugilato per migliorare la parte superiore del corpo e infine la Kickboxing.

E' dal '91 che insegno nella palestra in cui sono adesso.. Nel '97 ho fondato la All Boxing Team perchè diversi ragazzi volevano fare pugilato come ausilio al full contact e alla kick, poi nel tempo l'ago si è spostato verso il pugilato. Non è stata un scelta ma un percorso, e mi sono trovato ad allenare un team di soli pugili..

 

Boxenews: Cosa differenzia la boxe dagli altri sport da combattimento come karate e full contact?

 

Dino Orso: Il Karate è molto diverso dalla boxe, ha un regolamento tutto suo, poco abbinabile ad altri, Kick boxing e full contact a differenza di pugilato hanno scelta di tempo e distanze diverse.

Io trovo il pugilato il più complicato e il più specialistico. Discipline come la kick o la thai boxe sono dure, e molto cruente.. piu' della boxe sotto alcuni aspetti, ma tutto dipende da chi la pratica.

Un'altra differenza è che mediamente nel pugilato vince quasi sempre il piu' forte, nella kick o thai o si è ad altissimi livelli, oppure capita che a perdere sia il piu' sfortunato, e che un match cambi verdetto per una semplice gomitata. Nella boxe difficilmente c'è il colpo della domenica, o è più raro, comunque..

 

Boxenews: Il compito del trainer è delicato perchè deve capire l'atleta che ha davanti, come portarlo nella miglior condizione fisica e psicologica. Qual è la parte più interessante e quella più complicata del tuo mestiere?

 

Dino Orso: L'aspetto piu complicato del mestiere è interagire con i pugili, perchè ognuno di loro ha una propria personalità e un proprio vissuto, una propria attitudine. Ognuno ha una chiave d'accesso diversa, ma questa è anche la parte piu affascinante e che mi piace di piu' perchè è una sfida quotidiana: tirare fuori il meglio di ognuno.

E' un lavoro difficile: con la stessa persona quello che vale oggi può non valere domani, la chiave d'accesso di oggi potrebbe non valere domani. Avendo fatto l'atleta in prima persona mi rendo conto che a volte sia difficile capire quello che allenatore chiede, e l'apprendimento dipende anche da quanto sei predisposto ogni volta che entri in palestra.

Ognuno ha sogni, scopi diversi, ambizioni diverse. Ognuno è in palestra per motivi diversi, il ring è il motivo che accomuna tutti però ciò che ti porta sul ring può cambiare per ognuno: c'è chi ci entra per imporsi su se stesso, per vincere le insicurezze, chi lo fa perchè sogna di diventare un campione.

Al di là dell'aspetto scientifico dell'allenamento, ognuno mette sul ring personalità, sensibilità, il proprio vissuto. Il lato umano fa la differenza tra ognuno di noi.

E anch'io scopro cose di me che non avrei potuto scoprire se non avessi avuto l'occasione di interagire in modo cosi' intimo con i miei ragazzi che salgono sul ring..

 

Boxenews: A questo proposito, utilizzi spesso un linguaggio particolare, fatto anche di metafore quando comunichi all'angolo con il tuo pugile. Questa sintonia tra maestro e pugile quanto è importante perchè l'atleta renda al meglio?

 

Dino Orso: E' fondamentale, indispensabile. Quando un atleta è in difficoltà sul ring oltre a quella in se stesso ripone la fiducia nel proprio angolo. Quando si gira verso l'angolo deve trovare un viso fidato, nei momenti di difficoltà, quando non basta la sua volontà, deve sentire la voce che viene dall'angolo e se ha quella fiducia, riceverà l'aiuto che gli serve.

L'angolo vede circostanze che un atleta - annebbiato dalla fatica e dai colpi - a volte non vede. A volte sei sotto stress e non sei lucido, non noti certe cose che potrebbero risolvere le situazioni o non fai caso alla difesa: a quel punto l'angolo può indicarti le traiettorie giuste, può darti le risposte.

L'angolo ha per contro una grossa responsabilità, perchè se il pugile si fida di te esegue le tue istruzioni e se gli dai indicazioni sbagliate lo porti a prendere colpi o rischi notevoli. Devi stare attento a cosa dici. Ci vuole un gran rispetto e senso di responsabilità verso i pugili.

 

 

Boxenews: Ultimamente ti abbiamo visto anche all'angolo di Loredana Piazza per il match contro Simona Galassi trasmesso su Italia 1. Qual è la differenza nell'allenare una donna, che opinione hai della boxe femminile?

 

Dino Orso: Ho un gran bel pensare del pugilato femminile. Quando si è iniziato a parlarne - 10, 12 anni fa - ero titubante, non credevo fosse uno sport adatto alle donne, invece col tempo ho conosciuto diverse atlete e ho cambiato idea.

Mediamente sono piu' determinate degli uomini, tecnicamente imparano prima, poi è chiaro, hanno fisicità differenti da quelle dell'uomo e un deficit di forza media rispetto ai pugili maschi, ma compensano con la determinazione.

Per le donne è piu' complicato entrare in palestra e confrontarsi con coetanee o altre donne, è spesso difficile per loro convincere la propria famiglia che vogliono boxare e devono sempre confrontarsi con l'idea sbagliata che si ha sulla boxe.

Fanno quindi fatica già per accedere alla palestra: ecco perchè una donna che decide di fare boxe è mediamente piu' determinata, piu' seria rispetto agli uomini. Poi chiaramente ci sono anche ragazzi dediti al sacrificio e con alto senso del dovere...

Per quanto riguarda Loredana è un'atleta fantastica, ha grandi qualità fisiche e psicologiche, purtroppo con la Galassi non è riuscita ad esprimersi per vicende legate alla sua sfera personale che ha subìto qualche settimana prima del match.

Non è riuscita ad esprimere il suo potenziale - questo non vuol dire che avrebbe vinto, perchè Simona è una grande atleta - però credo che sarebbe stato un altro match.. In ogni caso Simona ha vinto, è lei la campionessa, ne' io ne' Lory abbiamo nulla da recriminare.

 

Boxenews: Tempo fa girava per il web una foto che ti ritraeva in compagnia di 4 ragazzi che hai portato al titolo italiano nelle rispettive categorie di peso: Limone, Cocco, Ballisai, Abatangelo. Quali sono le prospettive future per la tua carriera e i tuoi ragazzi?

 

Dino Orso: Voglio continuare ad allenare con la passione con cui lo faccio ora: entro in palestra con entusiasmo ed esco con altrettanto entusiasmo. Per me allenare è come sedersi a un bel banchetto guarnito con il meglio del cibo.

Quando spengo le luci e chiudo le porte della palestra ho già la voglia di tornarci il giorno dopo. Questa è la mia fortuna: vivo una passione che è diventata il mio lavoro.

E' chiaro, a volte si hanno soddisfazioni e a volte meno, ma in generale quando esco dalla palestra non vedo l'ora di rientrarci.

Questo mi ricompensa degli sforzi e i risultati arrivano di conseguenza.

In palestra ho dei ragazzi che passerrano pro nei prossimi mesi e spero che con l'aiuto di pugili piu' esperti ed affermati come quelli che hai citato, possano replicare i loro successi e magare andare anche oltre...

 

 

Boxenews: Quanto è difficile la situazione del pugilato italiano? Quanto è difficile fare il professionista in Italia rispetto all'estero?

 

Dino Orso: E' difficile fare la boxe in italia, tanti dei nostri pugili in altre nazioni dove la boxe ha una considerazione piu' alta avrebbero potuto fare molte cose in piu'. Credo questo.

Sono molto fiducioso nel futuro della Lega Pro Boxe: c'è stata la svolta e un gruppo di persone di qualità hanno creato un bel circuito per il professionismo, un movimento nuovo che porterà aria fresca al pugilato e opportunità migliori. I nostri pro avranno più occasioni. 

Oggi è dura per i nostri pugili: sono ragazzi che lavorano dalla mattina alla sera, alcuni hanno anche figli, sono veramente degli eroi. Spendono soldi, tempo, si ritrovano a trascurare la famiglia, fanno grossissimi sacrifici. In altri paesi molti pugili italiani avrebbero altre possibilità perchè messi in condizioni di fare solo la boxe. Cocco lavora alla fiat, Loredana Piazza ha un bar di famiglia, Limone è un commerciante, Abatangelo ha un banco al mercato e si alza alle 4 tutte le mattine... pensate se invece di lavorare 8 ore al giorno avessero potuto allenarsi e basta...

 

Boxenews: Quanto è importante la psicologia nella boxe? Quanto conta per un trainer saper cogliere gli stati d'animo e le sensazioni del pugile?

 

Dino Orso: Io in palestra dico spesso che lì sopra è una battaglia tra menti: tutto ciò che sta dal collo in giu' è al servizio di quello che sta dal collo in sù.

E' la testa che dà i comandi alle braccia, al busto, alle gambe, fa la differenza tra individuo e individuo. Un pugile con grandissime doti fisiche se non ha doti psicologiche arriva dove la sua forza lo porta, ma poi basta.

La storia ci racconta di tanti pugili fisicamente non così dotati ma che hanno cavalcato l'onda per tanti anni grazie alla loro forza mentale. Se manca quest'aspetto si va avanti poco e la carriera rischia di diventare breve e finire in modo traumatico. I colpi presi ora magari si pagano più avanti, e a caro prezzo. Una psicologia forte allunga la carriera e la rende meno logorante.

Anche l'aspetto mentale si può allenare: la tenuta mentale, la concentranzione. Rimanere lucidi, fare la scelta giusta sotto stress, questo un pugile deve saperlo fare.

Ritengo inoltre che ogni allenatore abbia il dovere di informarsi anche sull'aspetto mentale della boxe perchè il pugilato non è solo cazzotti, è una battaglia tra due menti, le braccia sono solo lo strumento al servizio della mente...

 

 

 

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Emanuele "ruspa" Della Rosa carico prima dell'assalto al titolo italiano di venerdì sera

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Scritto da La Redazione
giovedì, 26 marzo 2015

Venerdì 27 marzo presso il Palazzetto dello Sport di Fiumicino si disputerà il match valido per il vacante titolo italiano dei pesi superwelter tra Emanuele "ruspa" Della Rosa (34-2-0) e Francesco di Fiore (17-10-3). (QUI la nostra presentazione dell'evento)
Considerata l’esperienza di entrambi i pugili, il pubblico di Fiumicino potrà assistere ad un match di buon livello. Abbiamo parlato di questo e altro direttamente con uno dei protaginisti della serata: Parliamo di "ruspa" Della Rosa che ci ha concesso un po' di tempo rispondendo alle nostre domande. 



(Boxenews) Ciao Emanuele. Vincere venerdì il titolo italiano dei superwelter ti aprirebbe buone opportunità per il futuro oltre magari a darti nuovi stimoli nella tua carriera pugilistica. Come arrivi a quest'incontro cruciale?

(Della Rosa) "Tengo moltissimo a questo match. Il titolo italiano non sono mai riuscito a disputarlo e sono molto stimolato. Se dovessi vincere, potremmo pensare a qualcosa di più importante. Se dovessi perdere, invece, sarei fuori dai giochi e dovrei riflettere sul mio futuro... È un match da dentro o fuori!"

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L'eliminatoria wbo dei cruiser in Polonia ci da il modo di parlare con M.B.Brioschi della situazione in Polonia, Cina e Italia

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Scritto da La Redazione
sabato, 31 gennaio 2015


In questo week end povero di incontri a livello mondiale risulta in evidenza l'eliminatoria sancita dalla WBO nei pesi cruiser tra l'imbattuto polacco e n.1 del rankig WBO Krzysztof Glowacki (23-0; 15 KO) e l'albanese residente in svizzera Nuri Seferi (36-6). Per saperne di più, come facciamo di 

consueto per le riunioni che si svolgono in Polonia, abbiamo fatto qualche domanda a Marco Beniamino Brioschi, sponsor italiano che vive ormai da qualche anno a quelle latitudini, ne è venuta fuori un'interessante conversazione sullo stato del pugilato in Polonia, in Cina e in Italia a cui vi lasciamo.

 



BoxeNews: "Inanzitutto un saluto e grazie di aver dedicato un po' del tuo tempo per presentare al meglio la riunione polacca ai lettori di BoxeNews. Che tipo di pugile è Glowacki?" 

Marco Beniamino Brioschi: E un buon cruiser intendiamoci, non un fenomeno ma un mancino con una buona  potenza e di sicuro margini di miglioramento a 28 anni. I lati negativi sono che tende a prendere troppe pause durante il  match ed un pugile come Seferi potrebbe approfittarne.

Altro dubbio sul suo record e la poca consistenza degli avversari affrontati e che non sia mai uscito dalla Polonia quindi diciamo che il match di sabato ci dirà qualcosa di più su questo ragazzo se potrà cominciare a guardare un po' più in alto e creare qualche fastidio ad Huck (n.d.r. campione WBO della categoria e reduce dalla difesa sul nostro Larghetti)

 

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Intervista al ring announcer Valerio Lamanna

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Contributo di Carlo Tartaglia
giovedì, 18 dicembre 2014

 

Il ring announcer è la voce del ring.
Ha il fondamentale compito di far entrare il pubblico e soprattutto i pugili nel clima del match.
Le sue parole creano pathos, ti fanno capire che l'attesa è finita, ed è arrivato il momento di fare sul serio.
Un ring announcer di qualità è in grado, durante la sua presentazione, di farti provare i brividi lungo la schiena.

Ho avuto la fortuna di intervistare una persona che da anni interpreta questo mestiere ai massimi livelli in Italia, Valerio Lamanna, che come sul ring, si è dimostrato un professionista esemplare.

 

 

 


BOXENEWS: Come nasce la tua passione per la boxe?


VALERIO LAMANNA: La mia passione per la boxe nasce circa 25 anni fa, quando entrai in una palestra romana per praticare Kick-Boxing. Successivamente iniziai ad appassionarmi al pugilato e da allora non l'ho più abbandonato.

 

 

BOXENEWS: Quali caratteristiche deve avere un buon ring announcer e qual è la parte più difficile del tuo lavoro?

VALERIO LAMANNA: Un Ring Announcer deve essere, a mio avviso, il direttore d'orchestra di un evento: scandisce i tempi, chiama i protagonisti, instaura la collaborazione con organizzatore, TV, ufficiali di servizio e soprattutto DEVE trasmettere al pubblico presente e a quello collegato in televisione le emozioni che si provano sul ring. Quest'ultimo aspetto lo ritengo anche il più difficile in quanto necessita, per essere portato a buon fine, di caratteristiche specifiche che determinano la qualità di un professionista.

 

 

BOXENEWS: Grazie alla tua professione hai modo di assistere a molti match dal vivo, ce n'è stato uno in particolare che ti è rimasto impresso?

VALERIO LAMANNA: Sono decisamente fortunato perchè sono riuscito davvero a vivere da protagonista molti incontri svolti negli ultimi anni sul territorio nazionale. Sicuramente, quello che più mi è rimasto impresso è stato il primo incontro tra Petrucci e Bundu: location pazzesca (Centrale del Tennis di Roma), pubblico delle grandi occasioni (più di 8000 presenti tra spalti e bordoring), attesa spasmodica (entrambi imbattuti, entrambi pluricampioni internazionali della categoria welter), entrambi italiani. Finì con una decisione tecnica ai punti che sancì il pari e diede il là ad un rematch, svolto a Firenze e terminato con una netta vittoria di Bundu ai punti. Fu una grandissima emozione che è ancora viva, suggellata poi dall'intervista al centro del ring, prima del main event, a Paul Malignaggi!

 

 

BOXENEWS: Puoi raccontarci qualche aneddoto su qualcuno dei pugili che hai conosciuto?

VALERIO LAMANNA: Aneddoti particolari non me ne vengono in mente, posso dirti però che nel mio sito ho una sezione dedicata alle CURIOSITA'; lì ho raccolto tutte le situazioni personali che mi sono successe da quando ho intrapreso questa professione.



BOXENEWS: Qual è stato l'evento più importante che hai presentato finora e quale sogni di presentare in futuro?

VALERIO LAMANNA: Sicuramente il titolo mondiale IBF dei pesi mosca tra Sarritzu e Mthalane. Andrea fece a mio avviso un grande incontro ma aveva davanti un campione che si rivelò fortissimo e che riuscì, dopo il peso, a reintegrare molti Kg. Sembrò di vedere un incontro tra un peso mosca e un peso leggero!



BOXENEWS: Lo scorso week end due pugili italiani hanno calcato  il Ring di Las Vegas per giocarsi l'occasione della vita, italia 1 trasmette boxe ogni settimana. Può essere l'inizio di una rinascita della boxe in Italia?

VALERIO LAMANNA: Questi sono gli eventi che possono aiutare il pugilato italiano a rinascere....bisogna dire però che abbiamo assistito ad incontri di ottima qualità anche qui in Italia; incontri valevoli per il titolo italiano che si sono rivelati avvincenti (l'ultimo esempio è Moscatiello Vs Pintaudi) o incontri internazionali di ottimo livello (ad esempio De Carolis Vs Ajetovic). La cosa più importante è proseguire su questa strada per garantire continuità della qualità e far capire agli appassionati e agli sportivi che il pugilato italiano e i pugili italiani meritano attenzione e rispetto da parte di tutti.



BOXENEWS: Prossimamente presenterai due interessantissimi appuntamenti: Cocco vs Di Luisa e Lancia vs Ballisai. Qual è il tuo pronostico per queste due sfide?

VALERIO LAMANNA: Manuel è mio amico ed è il campione italiano in carica; il mio pronostico è per lui in quanto dopo le vittorie su Pasquale Di Sivio (soprattutto l'ultima) è consapevole dei propri mezzi e del suo potenziale; Ballisai nell'ultimo anno e mezzo ha combattuto solo una volta ma attenzione: servirà il 110% perchè il piemontese è capace di sovvertire il pronostico, è esperto e soprattutto è dotato del colpo risolutore. Sarà un match tutto da vivere.
Di Luisa Vs Cocco è un incontro che può lanciare il vincitore verso una chance EBU. Prevedo un match combattuto e tirato, Andrea vuole riprendere il filo perduto dal match contro Ndiaye e dimostrare di essere ancora un top fighter (purtroppo non ha potuto dimostrare niente nell'incontro mai disputato con Velardo); Roberto è esperto e sempre pronto a dare battaglia; nel corso della sua carriera ha di pugile e kick-boxer ha ben figurato nei ring di mezzo mondo. Ci sarà da divertirsi.....

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sabato, 23 settembre 2017

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