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Opinioni

Torna a parlare il "Titere" Vazquez e mostra tutta la sua rabbia

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Scritto da La Redazione
giovedì, 02 ottobre 2014

L'ormai ex campione del mondo dei pesi leggeri IBF Miguel "Titere" Vazquez (34-4,13 KO) ha confermato che esisteva una clausola di rivincita nel contratto del suo incontro (in cui ha perso il titolo) con il semi-sconosciuto americano Mickey Bey (21-1-1, 10 KO) e che verrà esercitato nei prossimi mesi.

 

Diciamo subito che il messicano Vazquez ha perso il suo titolo che manteneva da 5 anni lo scorso 13 settembre (QUI il resoconto) con un vergognoso verdetto di split decision in cui lo stesso incontro veniva valutato a favore di Vazquez dal giudice Adalaide Byrd con il punteggio di 115-113 e il giudice Robert Hoyle vedeva vincente Bey di addirittura 10 punti. Un punteggio pazzesco di 119-109 in favore dell'americano. Vogliamo ricordare come stiamo parlando dello stesso incontro. Il terzo giudice Julie Lederman vedeva vincente l'americano, che combatteva in casa, di appena un punto. Un 115-113 che consentiva a Bey di laurearsi nuovo Campione dei Leggeri premiato oltremisura e oltre il valore dimostrato.

  

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Summit delle Sigle: L'innovazione dei punteggi e l'introduzione del mezzo punto

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Scritto da La Redazione
lunedì, 29 settembre 2014


Procede con grandi novità il summit di Settembre nella località messicana di Playa del Carmen tra le tre sigle mondiali della World Boxing Association (WBA) in veste del presidente Gilberto Mendoza; del World Boxing Council (WBC)  guidato da Mauricio Sulaiman e della International Boxing Federation (IBF), coordinata da Daryl Popoli.
Le tre organizzazioni mondiali di boxe hanno considerato ieri l'aggiunta di un mezzo punto nei round di difficile interpretazione per una maggiore certezza nei risultati degli incontri.

 

 


La proposta esaminata comporta così una variazione della corrente compilazione dei cartellini nella valutazione di un singolo round con la conseguente aggiunta di un mezzo punto in determinate circostanze e soltanto in alcuni round.

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Summit delle Sigle: Il Torneo dei Campioni si farà!!

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Scritto da La Redazione
venerdì, 26 settembre 2014


 (I leader delle maggiori organizzazioni mondiali di Boxe)

 

Mauricio Sulaiman, presidente del World Boxing Council (WBC), Gilberto Mendoza, leader della World Boxing Association (WBA) e Daryl Popoli, capo della International Boxing Federation (IBF), si sono riuniti a Playa del Carmen, dove hanno convenuto che, entro un anno, i campioni di ogni divisione si affronteranno per definire un unico Campione Mondiale dando così seguito alle linee guida espresse nello storico primo summit avvenuto lo scorso giugno. (Leggi QUI)


"Abbiamo deciso di intraprendere un progetto definitivo per un torneo di Campioni, in modo che solo un pugile potrà essere riconosciuto come Campione del Mondo. E' una lunga strada da percorrere, ma è un fatto!", ha detto Sulaiman .

 

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I pugili più evitati del panorama attuale in una TOP 5

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Contributo di La Redazione
mercoledì, 24 settembre 2014

 

In ogni era del pugilato, ci sono stati combattenti che per diverse ragioni hanno fatto fatica a reperire avversari.
Negli anni della boxe "in bianco e nero" ad esempio, fuoriclasse come Sam Langford, Charley Burley e tutto il resto della Black Murderers' Row venivano evitati per le loro grandi qualità, con la scusa del colore nero della loro pelle.
Fortunatamente, la motivazione razziale è ormai superata e a nessun pugile viene più negata una chance per il titolo per questo.

Ci sono però ancora oggi pugili che gli avversari preferiscono non incontrare, scegliendo invece strade meno rischiose.
E' nel destino di alcuni pugili essere temuti, essere considerati troppo pericolosi e di conseguenza non poter salire sul ring con gli avversari che vorrebbero, perdendo a volte lauti guadagni e la possibilità di dimostrare al mondo il proprio reale valore.

 


Nella boxe di oggi, ci sono decine di sigle e di "titleholders" (campioni di sigla), pugili che possiedono una cintura ma non possono considerarsi veri campioni perchè non hanno mai dimostrato le proprie qualità contro pugili di livello.

Il business che c'è dietro al pugilato odierno, tende purtroppo a privare i fan di alcune delle sfide di maggior fascino per via di battaglie tra network, promoter e scelte di convenienza.

Per dirla alla Sergey Kovalev, troppo spesso "i pugili di oggi sono uomini d'affari e non combattenti".

 

 

Abbiamo stilato allora una top 5 dei pugili più temuti ed evitati di oggi, spiegandone le ragioni nel dettaglio.

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Action fighter: 10 pugili imperdibili della boxe di oggi

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Contributo di La Redazione
martedì, 09 settembre 2014

 

Action fighter è un termine che indica i pugili in grado di far provare emozioni forti ogni volta che salgono sul ring. Si tratta di quei combattenti che sanno divertire, che portano sul quadrato una mentalità da guerrieri, e sono in grado di tenerti sveglio anche di notte per seguirne i match in diretta.

 

Il bello di questi pugili è che, a prescindere dall'avversario e dal risultato finale, garantiscono spettacolo e valgono sempre il prezzo del biglietto perchè ogni volta danno tutto ciò che hanno in corpo, lottando nelle difficoltà e risorgendo dalle situazioni disperate.

In genere gli action fighter sono i più amati dal grande pubblico e i migliori esponenti di questa categoria vengono ricordati anche molti anni dopo il loro ritiro per le cruente ed elettrizzanti battaglie che hanno consegnato alla storia.

 

 

Alcuni grandi action fighter del passato sono stati Carmen Basilio, Rocky Marciano, Bobby Chacon, Joe Frazier, Matthew Saad Muhammad, Arturo Gatti, Rocky Graziano, Jake Lamotta, Diego Corrales, Harry Greb, solo per fare qualche nome.

 

Non mi era possibile stilare una classifica perchè tutti questi pugili sono spettacolari e possono occupare diverse posizioni a seconda del gradimento personale, ho scelto allora di comporre una lista di 10 pugili della boxe attuale i cui match sono assolutamente da non perdere.

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I Guantoni: La Storia delle Marche più Famose

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Contributo di Franco Ligas
mercoledì, 27 agosto 2014

In questo fine mese, povero di grandi incontri e di eventi rilevanti, abbiamo deciso con gli amici di BOXENEWS di impegnare un po' del nostro tempo per parlare di un argomento che siamo sicuri accoglierà i favori dei nostri lettori, ovvero i Guanti da Boxe, croce e delizia di tutti quelli che praticano il nostro sport. Da sacco, da sparring, dalle 8 alle 16 once, quante volte abbiamo discusso di queste cose con i nostri compagni di palestra, magari tra una pausa e l'altra di un esercizio? Quante volte abbiamo chiesto, al maestro o ai più esperti, consigli su quale fosse la migliore marca da utilizzare, magari la più adatta alle nostre caratteristiche?

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Astuzia pugilistica: l'importanza delle finte

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Contributo di Franco Ligas
martedì, 26 agosto 2014

 

Le finte sono da sempre parte del repertorio tecnico e strategico della Boxe.

A un occhio non esperto possono passare addirittura inosservate, ma se eseguite correttamente e nel momento giusto, possono rivelarsi un'arma davvero efficace.

 

Fintare significa simulare un attacco in modo da trarre in inganno l'avversario. Ma c'è molto di più dietro questa strategia e chi ne fa uso dimostra acume tattico e astuzia.

In passato, campioni come Joe Gans, Jack Johnson, Sam Langford, Charley Burley, Jersey Joe Walcott, Archie Moore, veri maestri di tecnica, hanno fatto della finta un'arte che purtroppo oggi sembra essere dimenticata dalla maggior parte dei pugili.


Fintare ha molteplici scopi: può servire a costringere l'avversario a scoprirsi, può spezzare il suo ritmo e innervosirlo, può ingannare il rivale permettendo a chi esegue la finta di andare a segno a sorpresa.

 

Nelle fasi iniziali di un match, vedrete spesso i pugili fintare allo scopo di studiare le reazioni dell'avversario; più avanti nell'incontro si può riuscire addirittura a far muovere un avversario per il ring con il solo uso delle finte, specialmente se in precedenza si è riusciti a intimorirlo con la potenza, la velocità o la precisione.

 

 

Ci sono diverse modalità di esecuzione della finta: si può farla simulando un attacco piegando le ginocchia o con il footwork, oppure portando un jab volutamente corto o solo appoggiato per ostruire la visuale dell'avversario.
Si può fintare portando un colpo "a metà", lasciando l'attacco incompleto oppure piegandosi con il tronco come per colpire al corpo e poi sorprendere l'avversario andando a segno invece alla mascella.

 

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martedì, 26 settembre 2017

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