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Gli Infortuni nella Boxe: 3 - Frattura del quinto Metacarpo

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Scritto da La Redazione
mercoledì, 02 aprile 2014

Nell' Ottica di esaudire sempre più le richieste dei nostri lettori offrendovi un servizio ricco di contenuti di qualità inauguriamo e sperimentiamo con voi, questa nuova rubrica che chiameremo "I Consigli del Fisioterapista" che tratterà i maggiori e frequenti infortuni che possono capitare a chi pratica Pugilato, con relativi consigli competenti per quanto riguarda la riabilitazione post-infortunio. 



                               Frattura del quinto Metacarpo 

                            anche chiamata "Frattura del Pugile"
 

La frattura del collo del quinto metacarpo è la frattura più frequente della mano ed è chiamata "frattura del pugile" perché il meccanismo abituale è un pugno dato di striscio che non colpisce con il secondo e terzo metacarpo, più solidi. 
I sintomi sono dolore, tumefazione e functio laesa (la riduzione della funzionalità della mano). 

                       


Non è un caso, infatti,  che all'interno di lesioni ossee, in particolare fratture: il 65% corrispondono al 5° metacarpo, il 20% al resto dei metacarpi e il 15% colpisce le falangi e le altre ossa carpali, come risulta da uno studio di Germán Tonetto, membro specialista della AACM. A volte, nei casi più gravi è presente una deformità in rotazione o una prominenza dovuta alla dislocazione del frammento osseo. Ma solo la radiografia potrà dare la certezza della diagnosi. 
 

COME INTERVENIRE?
Il trattamento dipende dallo spostamento del frammento osseo e varia dall'immobilizzazione all'intervento chirurgico, punto cardine del trattamento è sottoporsi a fisioterapia il prima possibile per procedere con la mobilizzazione precoce.


    
  (Questo tipo di infortuni capita anche ai Campioni: In Foto Segio "Maravilla" Martinez)

IL CONSIGLIO DEL FISIOTERAPISTA
È opportuno evitare di allenarsi al sacco pesante raggiungendo la forza massimale, preservando quel tipo di carico ai colpitori, di modo che l'allenatore possa modulare la resistenza. È opportuno anche coprire adeguatamente le nocche con le fasce (alcuni pugili utilizzano 2 fasce per mano) e ricordare che i guantoni a lungo termine tendono a "scaricarsi" riducendo la capacità di attutire gli urti.


Articolo a Cura del Dott. Mauro D'Alessandro, Fisioterapista

(Collaboratore di BoxeNews e Istruttore di K1 nel barese nonchè fisioterapista ufficiale di molti lottatori e atleti da cui ha tratto l'esperienza per illustrare a tutti i nostri lettori con grandissima cognizione di causa i traumi ai quali si va in contro durante la pratica di questi sport da combattimento) 

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