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La relazione fra Testosterone e l'allenamento nel pugilato

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Scritto da Luca Riccardi
mercoledì, 09 aprile 2014

La correlazione inversa tra testosterone e potenza aerobica deve, quantomeno, far riflettere sull’utilizzo di certe metodologie fin troppo diffuse nelle palestre di boxe che spesso finiscono col trasformare pugili in “maratoneti”, perdendo di vista le esigenze specifiche di questo sport. Il compito del tecnico-allenatore è certamente difficile, poiché molte sono le variabili di cui deve tener conto nella programmazione di un piano di allenamento; la sua competenza si concretizza anche nel prevedere l’effetto dei suoi interventi, cercando di ottimizzare non solo le sue conoscenze (mezzi e metodi) ma anche le risorse dell’atleta. A tal proposito, gli aspetti ormonali connessi all’esercizio fisico, ed in particolare quelli legati

 


L’ormone sessuale maschile diviene, quindi, protagonista di quanto fin qui esaminato: lavorare per incrementare i suoi livelli sierici, mediante un adeguato piano di sviluppo della Fmax, è fondamentale in quanto, come già affermato, questo ormone è connesso con la velocità dei movimenti, agendo da neuromodulatore e favorendo la fenotipizzazione delle fibre veloci conseguenza, è direttamente coinvolto nelle manifestazioni esplosive della forza). testosterone agisce anche stabilizzando le pompe del calcio, rendendole meno perturbate dall’abbassamento del pH ematico dovuto alla produzione dell’acido lattico (conseguenza della reiterazione della FE), rappresentando un fattore affatto trascurabile negli sport in cui la RFV è determinante.

Nella pianificazione di un programma di allenamento, sarà ugualmente importante tenere conto di quelle condizioni che possono inibire l’increzione del testosterone (esercitazioni aerobiche prolungate), così come sarà opportuno, per ottimizzare gli sforzi e i risultati, escludere quelleesercitazioni che producono stimolazioni a bassa frequenza, laddove non siano strettamente necessarie (ad esempio durante esercitazioni tecnico-tattiche).
Nel pugile coesistono molteplici qualità psico-fisiche che, in misura diversa, contribuiscono a determinare la prestazione e quindi l’efficienza della sua boxe.Un ruolo centrale della forza nella costruzione della prestazione pugilistica.La Fmax è generalmente un aspetto critico della preparazione di un pugile (anche a causa di una diffusa “ignoranza” tra alcuni allenatori che operano in questo settore).


Per allenare efficacemente la Fmax non si può prescindere dall’utilizzo di sovraccarichi.
Spesso, nelle palestre di pugilato l’utilizzo di tali mezzi di allenamento è addirittura “vietato” e il concetto di Fmax è trattato come un aspetto trascurabile o addirittura estraneo a questo sport.

La diminuzione della forza si può instaurare con l’invecchiamento deve essere attribuita a numerosi fattori, ma la causa principale è la mancanza di allenamento . In modo più accentuato le persone che non la allenano o che praticano sport che non si basano su questa capacità . Atleti anziani che tutta la vita hanno allenato questa capacità riescono a mantenere livelli pari ai giovani adulti non allenati anche oltre i settant’anni.

 

 

Luca Riccardi - Scuola di Pugilato La Spezia

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