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Breve esposizione della Tecnica e della Tattica nel pugilato

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Scritto da Luca Riccardi
martedì, 15 aprile 2014

Tutti gli atleti, fin dai loro esordi, affrontano problemi di natura tattica.  L’acquisizione delle tecniche fondamentali dello sport praticato presuppone che il principiante debba risolvere anche i problemi legati alla percezione, all’analisi ed all’elaborazione delle informazioni che guidano i suoi processi decisionali e le sue condotte motorie. 
L’introduzione di un oppositore (4° stadio) produce un ulteriore incremento delle difficoltà in quanto, oltre a costituire un ostacolo per l’avvicinamento al bersaglio, per il tiro, per l’effettuazione o la parata/schivata , obbliga ad azioni difensive Le strategie per realizzare un controllo visivo in grado di rilevare un numero elevato d’informazioni provenienti da fonti diverse (Guanto, bersaglio, avversario) a questo punto diventano alquanto sofisticate. 
Il passaggio da uno stadio a quello successivo è contrassegnato dall’introduzione di nuovi elementi: all’inizio c’è soltanto la gestualità , poi si aggiunge un bersaglio, successivamente un oppositore .
Di volta in volta la persona ha dovuto adottare delle strategie per poter osservare e tenere sotto controllo elementi sempre più numerosi.


L’introduzione di nuove fonti d’informazione comporta l’aumento progressivo dei punti da osservare; per operare delle risposte immediate ed efficaci bisogna anche imparare a riconoscere e selezionare le informazioni visive veramente significative eliminando quelle ridondanti ed inutili. 
il pugilato esige che l’atleta sia in grado di eseguire simultaneamente sia il trattamento delle informazioni visive (analisi ed interpretazione della situazione) che la realizzazione della risposta. Vari autori (Ripoll, Bard, Paillard, Grosgeorge 1982; Ripoll, Papin, Simonet 1983; Ripoll, Coulibaly 1985; Ripoll, Fleurance, Cazeneuve 1986) hanno suddiviso le operazioni realizzate dall’analizzatore visivo nello sport in due funzioni fondamentali:

A. la funzione visiva PSICO-SEMANTICA (o più semplicemente SEMANTICA);

B. la funzione visiva PSICO-SENSOMOTORIA (o più semplicemente SENSOMOTORIA).

 

 


Le informazioni visive semantiche vengono recepite attraverso un’attivazione cognitiva di ricerca di indici pertinenti a sostegno dell’attività decisionale; esse permettono all’atleta di interpretare le situazioni e di comprenderne il significato. In pratica si tratta di utilizzare delle strategie cognitive per ricercare attivamente quei segnali che permettono di identificare in anticipo l’azione eseguita dall’avversario.
L’analisi delle informazioni semantiche contribuisce alla riduzione delle incertezze gestite direttamente dall’avversario, incertezze che possono essere di tipo temporale (quando si verificherà una determinata azione?), spaziale (dove?), esecutivo (che azione sceglierà l’avversario?). 
La capacità di analisi e di elaborazione delle informazioni visive semantiche dipende dall’efficacia delle strategie individuali utilizzate per l’individuazione dei segnali realmente significativi e pertinenti. 
Le informazioni visive sensomotorie invece, contribuiscono a gestire le funzioni d’interazione motoria fra individuo ed ambiente e costituiscono il supporto funzionale dell’azione, garantendo controllo ed efficacia. 
Questa funzione permette la regolazione del movimento attraverso l’assistenza visiva diretta realizzata durante l’esecuzione della risposta; risposta che consiste nel colpire, ricevere, spostarsi, ecc. 
La funzione visiva sensomotoria guida l’atleta nella ricerca di una risposta sul “come” riuscirà a risolvere una determinata situazione di combattimento e lo aiuta a stabilire i parametri esecutivi delle risposte. 
L’atleta, fin dai suoi esordi, si trova ad affrontare sia problemi di natura esecutiva (tecnica) che problemi di natura semantica (tattica) quindi, la formazione tecnica e la formazione tattica devono avere uno sviluppo simultaneo.

 

Maestro Luca Riccardi - Scuola di Pugilato La Spezia

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