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Gli Infortuni nella Boxe: 5 - La Spalla

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Scritto da La Redazione
giovedì, 08 maggio 2014

Siamo giunti al termine di questa prima mini-serie di articoli specializzati che abbiamo battezzato "I Consigli del Fisioterapista".  Una rubrica nata per esaudire le tante richieste dei nostri lettori al fine di trattare i maggiori e frequenti infortuni che possono capitare a chi pratica Pugilato, con relativi consigli competenti per quanto riguarda la necessaria riabilitazione post-infortunio. 


                                                       
                                                         LA    BORSITE


La borsite alla spalla, conosciuta anche come borsite subacromiale, è una delle più comuni cause di dolore nella parte anteriore e superiore della spalla. Una borsa (come si vede in foto) è un piccolo sacco ripieno di liquido posto all'interno di un'articolazione. La sua funzione principale è quella di evitare lesione muscolari e tendinee da sfregamento con l'osso e lo fa diminuendo gli attriti grazie al suddetto liquido.

La borsite sarà quindi un'infiammazione di questa struttura a seguito di movimenti ripetuti o di un trauma, in caso di infiammazione la borsa richiamerà acqua al suo interno (in caso di trauma potrebbe esservi anche un versamento ematico) gonfiandosi.

 

Quando la borsa sottoacromiale si gonfia, preme sulla cuffia "intrappolando" i tendini e causando un'irritazione meccanica che dà origine all'infiammazione.

L'accumulo di fluidi all'interno della borsa è responsabile del tipico dolore che insorge nella parte anterosuperiore della spalla. Questa dolenza si accentua alla palpazione e tende a limitare la mobilità dell'articolazione, rendendo particolarmente dolorosi i movimenti.

 

 


In presenza di una borsite subacromiale risultano particolarmente pericolose le attività in cui il gomito lavora sotto la spalla durante la sua abduzione (shoulder press, alzate laterali, etc.).

Sebbene tale patologia interessi soprattutto atleti che compiono movimenti ripetitivi delle braccia in sopraelevazione (come i lanciatori, i tennisti ed i sollevatori di peso) è importante ricordare che i pugili, anche se colpiti in percentuale inferiore non ne sono esenti e che la ripetizione continua di piccole lesioni traumatiche può inoltre portare ad un aumento cronico delle dimensioni della borsa causando un dolore che tende a cronicizzarsi senza rispondere a terapie fisiche e riabilitazione.

 

Diagnosi

I sintomi della borsite alla spalla sono simili a quelli causati dall'infiammazione tendinea della cuffia dei rotatori, queste due condizioni si presentano spesso contemporaneamente e sono il risultato della cosiddetta "sindrome da conflitto".
La diagnosi è data dalla positività ad un test chiamato di "Neer" e dalla palpazione diretta sulla borsa subacromiale alla ricerca di gonfiore e dolore. Indagini diagnostiche come radiografie e risonanza magnetica non sono normalmente necessarie ma possono essere effettuate per escludere eventuali complicanze. (fratture osse, lesioni della cuffia,etc.)

 

COME  INTERVENIRE?

In genere la borsite alla spalla risponde positivamente al riposo ed al trattamento con ghiaccio nella fase acuta. Anche i farmaci antinfiammatori e la terapia fisica si sono dimostrati efficaci nel favorirne la guarigione. Superata questa prima fase, dopo 3-4 giorni dal trauma,  l'atleta può trarre giovamento mantenendo al caldo la spalla o ricorrendo ad applicazioni locali di calore. Qualora la borsite alla spalla non rispondesse positivamente a questo tipo di trattamento sono necessarie iniezioni locali di steroidi. Il cortisone potrebbe tuttavia indebolire i tendini che prendono contatto con la borsa predisponendo il soggetto a lesioni del sovraspinato.

Altre volte, quando la borsite alla spalla diventa cronica, si può ricorrere all'asportazione chirurgica in artroscopia della borsa o di parti di essa. In assenza delle suddette complicazioni i tempi di guarigione si aggirano mediamente sulle due o tre settimane, al termine delle quali l'atleta può riprendere tranquillamente l'attività sportiva.

 
 

IL CONSIGLIO DEL FISIOTERAPISTA

trattandosi di una patologia che insorge per movimenti ripetuti è insolito che si presenti in dilettanti o in amatori (ammesso che eseguano correttamente i movimenti), saranno quegli atleti con carichi di lavoro importanti e quotidiani che dovranno prestare attenzione, per questo consiglio di rivolgersi a preparatori atletici qualificati e con esperienza che sapranno impostare un programma di allenamento che permetta al pugile di allenarsi intensamente con il minor rischio.

 
Articolo a Cura del Dott. Mauro D'Alessandro, Fisioterapista

(Collaboratore di BoxeNews e Istruttore di K1 nel barese nonchè fisioterapista ufficiale di molti lottatori e atleti da cui ha tratto l'esperienza per illustrare a tutti i nostri lettori con grandissima cognizione di causa i traumi ai quali si va in contro durante la pratica di questi sport da combattimento) 

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