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Pugilato: anticipazione motoria

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Peggiore Il migliore 
Scritto da Luca Riccardi
sabato, 24 maggio 2014

53

Cartesio, spostò gli interessi degli studi dal “come” al “perché” indica l’impostazione logica attuale che trova nelle concettualizzazioni sul controllo del movimento le risultanze più avanzate ,la spiegazione più coerente dell’ineludibile fenomeno dell’anticipazione motoria .

In virtù del fatto che caratteristiche tra loro diverse sono spesso collegate in modo tipico e presentano caratteristiche comuni nella loro origine, le situazioni possono essere anticipate,così l’atleta può prevedere l’origine e lo svolgimento di situazioni di gara anche sulla base delle proprie esperienze, orientare la propria analisi su ciò che si aspetta, preparando le decisioni e le azioni che ne conseguono.

 

 

 

 

 

 

Nonito-Donaire-V-Guillermo-Rigondeaux2

 

 

Pedagogia delle risposte agli stimoli

 

Secondo questo modello, l’allenamento consiste nel migliorare l’associazione tra stimoli e risposte attraverso esercitazioni che abituano l’atleta a scegliere il più rapidamente possibile la risposta più adeguata allo stimolo percepito.

Il limite di questo modello teorico è quello di apparire “passivo” perché prevede che l’atleta reagisca semplicemente adattandosi agli eventi sulla base delle informazioni ricevute senza operare alcuna azione per condizionare preventivamente le intenzioni dell’avversario. In altre parole: l’atleta reagisce agli stimoli senza provocarli, mentre negli sport di situazione risulta estremamente importante elaborare anche iniziative autonome rispetto le informazioni recepite.

Il modello teorico di allenamento basato sul ragionamento e sulla presa di decisione fornisce una soluzione al problema.

Pedagogia del ragionamento e della presa di decisione Questo modello si basa sul presupposto che l’atleta sia in grado di elaborare delle decisioni autonome rispetto le informazioni percepite durante l’attività sportiva: 

Le informazioni sono fondamentalmente di 2 tipi:

1) informazioni non ricercate ottenute cioè senza ricerca attiva e che vengono integrate nel piano d’azione predeterminato dal soggetto;

2) informazioni ricercate che sono rappresentate da informazioni “attese” che l’atleta ricerca attivamente concentrando l’osservazione sui punti strategicamente più importanti.

Nelle discipline sportive caratterizzate da un elevato grado d’incertezza, i limiti temporali imposti dalle azioni consentono di percepire solo ciò che viene ricercato attivamente quindi, assume particolare importanza la capacità dell’atleta di realizzare delle ipotesi previsionali.

Può accadere però che questo processo di anticipazione sia difficile da compiere a causa dei comportamenti dell’avversario che quasi sempre tenta di mascherare le sue intenzioni. Diventa perciò necessario organizzare delle strategie di seconda o addirittura di terza intenzione per preparare un’azione che è stata prevista e provocata appositamente due o tre fasi prima della sua realizzazione.

L’atleta è in grado di manipolare le informazioni essenzialmente attraverso 2 modalità:

 

1) camuffando le proprie intenzioni;

 

2) realizzando iniziative per indurre all’errore l’avversario.

 

 

Maestro Luca Riccardi - Boxingteam La Spezia

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