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Un ricordo di Randy Turpin

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Scritto da Rugantino Marcantoni
sabato, 03 gennaio 2015

La breve vita di Randy Turpin può essere perfettamente riassunta in queste poche righe scritte da Thomas Mordaunt, poeta del diciottesimo secolo: “una sola ora di vita gloriosa vale una vita intera senza gloria”.

Turpin ha avuto sessanta minuti di vera e propria gloria, la notte del 10 luglio 1951, quando consegnò alla storia del pugilato una delle più grandi imprese mai viste, andando a battere nientemeno che Sugar Ray Robinson e strappando, alla leggenda delle leggende, il titolo mondiale dei pesi medi.

Per avere un'idea dell'impresa di Turpin basti pensare che Robinson, nei suoi precedenti 133 combattimenti aveva perso solo una volta, contro Jacke LaMotta.

Legacy: Triumph and Tragedy of Randy Turpin

Robinson, peraltro, in quel periodo, era al top della forma, niente a che vedere con quello che, nell'ultima parte della sua carriera, perse altre 17 volte anche da nomi semisconosciuti.

Durante un tour in Europa, Robinson aveva battuto, in sei settimane, ben sei avversari (!) ma, in Inghilterra, lo aspettava Randy Turpin, un pugile di 23 anni che non aveva nessuna intenzione di farsi sfuggire l'occasione di combattere contro il campione dei campioni.

Sugar Ray Robinson & Randy Turpin

I bookmackers quotavano al vittoria di Robinson 1 a 20: tradotto nel linguaggio dei non scommettitori vuol dire semplicemente che nessuno pensava ad una vittoria dell'inglese.

Con il senno di poi, il grande Robinson, avrebbe fatto meglio ad informarsi con più attenzione sulle qualità del giovane Turpin.

Randy era di razza mista. Il padre, Lionel, era nato nella British Guyana e morì quando il figlio era piccolo, la madre, Beatrice, era una bianca inglese. Aveva quattro fratelli: Dick, Joan, Jack e Kathy.

Fin da piccolo, Randy ha dovuto combattere contro il razzismo e una grave malattia che lo ha reso quasi sordo dall'età di dodici anni.

Turpin imparò la noble art alla palestra Leamington Boys Club della sua città natale sita nel Warwickshire, nel cuore dell'Inghilterra.

Aveva due grandi doti naturali: una forza fisica incredibile e la capacità di chiudere un combattimento con un solo colpo (one punch knock – out power, come dicono gli inglesi). Aveva un allungo straordinario, ben 189 cm per un' altezza di 177 cm!

A 17 anni vinse il titolo ABA (Amateur Boxing Association) junior e senior e, a 18 anni, fece il suo ingresso nel professionismo.

Non perse un combattimento fino al ventesimo incontro, quando incrociò Albert Finch, un pugile molto più esperto, che riuscì, comunque a battere, in sole cinque riprese, nel match di rivincita.

Quattro mesi più tardi vinse il titolo europeo battendo l'olandese Luc Van Dam in appena 48 secondi!

Probabilmente Robinson sottovalutò Turpin, ma resta il fatto che l'inglese lo battè al termine di quindici riprese entusiasmanti, sconvolgendo l'intero mondo pugilistico.

La gloria di Turpin, tuttavia, durò poco: nel match di rivincita, a New York, Robinson lo sconfisse per TKO alla decima ripresa.

Ma Turpin cominciò ad avere grossi problemi nella vita fuori dal ring che ne minarono irrimediabilmente la serenità.

Venne accusato di stupro da una swogirl americana e cominciò ad avere anche gravi problemi con il fisco.

Per la sua fragile mente, tutti quei problemi alla vita privata erano insostenibili e travolsero come un uragano anche la sua carriera pugilistica.

Dopo aver vinto la corona britannica dei medio massimi contro Don Cockell, riconquistò la corona europea dei pesi medi, (ma quel match, in Gran Bretagna, era considerato valido anche per il titolo mondiale dei pesi medi lasciato vacante da Robinson) battendo il forte francese Charles Humez ma perse nel successivo combattimento, a New York, valido per il titolo mondiale dei pesi medi, contro l'americano Bobo Olson.

Quell'incontro, segnò la fine della carriera pugilistica di Turpin, sopraffatto ormai dai problemi alla vita privata. Dopo che la showgirl americana ritirò la denuncia, Turpin sposò Gwenneth Price che, però, gli creò ancora più problemi dando il colpo di grazia alla sua già fragile mente.

Accettò la sfida con Mitri per il titolo europeo dei medi ma quello sconfitto a Roma, il 2 maggio 1954, al primo round, non era neanche l'ombra del vero Randy Turpin.

Da quella sera Turpin proseguì, nonostante tutto, la carriera pugilistica nei medio massimi, dove riuscì a riconquistare il titolo britannico. Il Turpin vero, tuttavia, non c'era più, come è dimostrato dalle sue ultime tre sconfitte, (di cui due per KO) rimediate contro pugili di modesto livello.

Dopo che, travolto dai debiti, andò in bancarotta, Turpin, nel 1966, ormai in preda a profonda depressione, si suicidò nel 1966, all'età di 36 anni.

Terminò così la carriera e la vita di uno dei più grandi pesi medi degli anni 40' e 50'. Una carriera, quella di Turpin, che poteva essere ancora più ricca ed importante senza quei problemi alla vita privata che lo portarono alla distruzione.

Resta il fatto che Turpin è stato inserito nella International Boxing Hall of Fame ed è, pertanto, considerato uno dei pugili più grandi della storia.

Randolph Turpin

La sua città natale, Leamington Spa, gli ha dedicato una bellissima statua, un segno di riconoscenza e di stima da parte del popolo britannico ad un suo grande campione.

(Foto dalla prima in alto: boxrec.com; boxing.com; cyberboxingzone.com; carlpaynefineart.com

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