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La profezia del Guercio e di Hemingway: "Jack, non voglio i tuoi soldi, Gene ti batterà!"

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Peggiore Il migliore 
Scritto da Leonardo Pisani
giovedì, 14 gennaio 2016

Il guercio” lo fissò e secco rispose: ““Jack non voglio  i tuoi soldi; Gene ti batterà. Il Maglio di Manassa rimase sbalordito da quella risposta; conosceva bene l’'uomo ed il suo carattere bizzarro; ma anche la sua schiettezza.. Il campione mondiale dei massimi; l’'uomo più forte del mondo; la tigre umana fu colpita da quella affermazione.

 

Ogni cosa che il “Mulino Umano” dicesse sulla boxe era da prendere in considerazione; conosceva ogni trucco, in 300 incontri aveva affrontato decine di campioni mondiali; combatteva con disinvoltura tra medi, mediomassimi e massimi. Ora si era ritirato; da anni combatteva vedendo solo dall’'occhio destro; ed ora anche quello aveva poco visus.… Ma Harry Greb era il campione dei campioni e l’'unico ad aver battuto quell'ex marines. Lo aveva affrontato 5 volte in 5 selvaggi incontri. Dempsey lo voleva come sparring per prepararsi dopo 3 anni di inattività alla difesa del titolo come lo volle da allenatore nel 1920 per prepararsi contro Miske. Sei sessioni di allenamento sul ring, veri e propri incontri nei quali il “guercio” di Pittsburgh lo malmenò, era imprendibile, gli entrava con ganci e montanti; lo compiva da ogni angolazione.

Greb fu un incubo per Dempsey; uno spettacolo per i 2000 spettatori paganti per vedere gli allenamenti. Ma il peso medio aveva una sua etica; dopo il quinto incontro contro Tunney dichiarò che non ci avrebbe più combattuto; non aveva paura di nessuno, avrebbe affrontato anche Belzebù ma quel giovane irlandese era diventato troppo forte e lo rispettava; inutile affrontarlo ancora, avrebbe vinto Gene. E Gene avrebbe vinto contro Dempsey, come aveva profetizzato Ernest Hemingway  quando scrisse che in America vi erano giovani mediomassimi in attesa di vincere il mondiale più ambito. Il Mormone abituato a massacrare gli avversari rimase colpito da quella frase; neanche un articolo dell ’antico campione Jim Corbett lo aveva impensierito, dove era scritto che Tunney lo poteva battere perché più tecnico e veloce: Corbett come Greb si era accorto che i pugili veloci mettevano in difficoltà Dempsey. 

 

Il resto del mondo considerava favoritissimo il maglio di Manassa; l’uomo che aveva fratturato in 13 punti la mascella del gigante Willard con un solo gancio sinistro; che aveva messo ko Carpentier; che aveva steso il toro delle Pampas Firpo dopo essere stato scaraventato fuori dal ring. Dimenticavano che non combatteva da tre anni ed in quei tre anni aveva frequentato più star che pugili; più party a Broadway ed Hollywood che palestre. Ma era Dempsey; il maglio, la tigre umana, il massacratore. L'’altro era solo un campione americano dei mediomassimi; ottimo pugile ma non aveva il pugno per battere l’'uomo di acciaio di Manassa. Si erano dimenticati che in quei tre anni quel ragazzo dalla faccia pulita aveva battuto Harry Greb, Jimmy Delaney, Erminio Spalla, George Carpentier, Tommy Gibbons, Jeff Smith e Johnny Risko, che non era mai andato al tappeto. Lo stesso Jim Corbett che si allenò con lui, dichiarò che agli inizi di carriera Gene non l'’aveva impressionato ma che era diventato un boxer dalla tecnica sopraffina e con un gran gioco di gambe, veloce e pulito ma allo stesso tempo capace di colpire duro. 

 

Ma il mondo della boxe scommetteva per una facile vittoria di Dempsey per la difesa prevista il 23 settembre 1926 a  Philadelphia. La città sembrava impazzita per l’'evento; hotel pieni di prenotazioni, treni pronti a portare spettatori da ogni parte degli States. La città fu letteralmente invasa; ben 120.557 spettatori paganti; 1.895,733 dollari di incasso; altri 3 milioni di dollari si riversarono in pasti, pernottamenti, spese varie. Un oceano di persone e dollari per vedere la vittoria dell'antico vagabondo del west Dempsey pronto a massacrare il suo avversario. Venne a piovere, incessantemente, ma il pubblico restò fermo a godersi lo spettacolo; l’'invincibile Dempsey avrebbe spazzato via quel giovanotto che amava leggere Shakespeare...  

Il  Maglio era favorito 9-5, l'’antico campione Jim Jeffries dichiarò che Dempsey avrebbe vinto facilmente. Ma la profezia del Guercio e di Hemingway si avverò e allo Sesquicentennial Stadium di Philadelphia dopo 10 round il nuovo campione del mondo del massimo titolo era Gene. Il ragazzo del Greenwich Village vinse largamente ed al decimo round Dempsey era “groggy”, stordito.

 

L’'America rimase stupefatta; agli inizi non aveva amato quel campione che evitò di andare al fronte nella grande guerra ma ora lo acclamava; desiderava un re dei massimi dallo stile aggressivo e rude, non uno scientifico e freddo come Tunney. Richiedeva la rivincita; Jack si rimise a lavorare in palestra, affrontò un giovane emergente per la semifinale al titolo, Joseph Paul Zukauskas che aveva assunto il nickname di Jack Sharkey in onore dei suoi idoli giovanili: lo stesso Dempsey e Tom Sailor Sharkey. Era il 21 luglio 1927; allo Yankee Stadium, Bronx, New York il giovane Sharkey dominò per 5 riprese il suo idolo; Dempsey ammise di aver temuto di andare Ko. Poi alla sesta ripresa Dempsey riuscì a combattere a breve distanza; Skarkey aveva pantaloncini molto alti, si lamentava che Jack lo colpiva basso. Alla settima poi un pugno di Jack rimbalza sull’'avambraccio dell'’avversario e cade sul femore di Sharkey che si rivolge all'’arbitro per protestare: grave errore.. Contro Dempsey nessuno poteva abbassare la guardia. Parte un gancio sinistro che colpisce preciso la mascella di Sharkey, lo solleva di qualche centimetro dal ring e lo stende ko.

Dopo l’'incontro ad alcuni giornalisti che lo accusavano di aver colpito uno Sharkey distratto, Dempsey rispose: “dovevo scrivergli una cartolina?” 

 

Rivincita fu. Il 22 settembre 1927 al Soldiers Field in Chicago, arbitro Dave Barry con Tunney favorito ma Dempsey intenzionato a riprendersi il titolo davanti a oltre 100mila spettatori. La musica sembra non cambiare, Tunney vince tutti i round, quando alla settima ripresa Jack sembra essere tornato la furia di quando distrusse Fulton, Gunboat Smith, Morris Willard, Firpo.. 

Dempsey fa rivedere al mondo il suo “Double shift” e falling step, colpisce con un potente gancio sinistro Tunney; mentre questi arretra avanza colpendolo cambiando guardia ad ogni pugno, lo mette alle corde e lo atterra con una serie di ganci e montanti. Il pubblico si alza in piedi, il campione è tornato! Ma Jack non va all’'angolo opposto come da regolamento, è una tigre eccitata. Inutilmente l’'arbitro Barry cerca di allontanarlo. Passano i secondi, poi inizia il conteggio; Tunney resta al tappeto per 14 secondi in quel ritardo. 

E’' la prima ed unica volta che andò al tappeto. Si rialza lucido, riprende a combattere; all’'ottava ripresa mette per qualche secondo al tappeto Dempsey. Si riconferma campione.

Ma quell'’incontro farà discutere e fa ancora discutere per il “lungo conteggio”. Jack qualche mese dopo annuncerà il ritiro dal ring, Gene lo seguirà l’'anno successivo.

 

I due antichi rivali rimasero amici per tutta la vita; Dempsey fu anche il principale sostenitore  della campagna elettorale del figlio di Gene John V. Tunney (nato nel 1934), deputato e senatore degli Stati Uniti per la California dal 1965 al 1977; festeggiavano spesso gli anniversari di quei due incontri, litigando su chi fosse il vincitore; l'’ultima volta a Parigi assieme al comune avversario Georges Carpentier.


Tratto da: 

 

http://leonardopisani.blogspot.it 

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2 Commenti

Visitore
cesco
14 gennaio 2016, 08:24
Questi articoli di episodi o di dietro le quinte dovrebbero essere più frequenti, molto bello. Gene Tunney per me era stratosferico. Strano io non lo senta mai (o quasi) menzionare, nelle varie classifiche dei top. Magari sono di parte, mi piaceva molto il suo stile. Per me superiore a pugili con Frazier o Foreman, (massimo rispetto per entrambi....ma..)
Gentleman
Antonello De Felice
15 gennaio 2016, 17:19
Concordo sulla bellezza di queste storie che ho visto essere tutte raccolte nella sezione in alto Storie di Campioni. Bravi!
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