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Vincono Miller, Parker e Breazeale

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Peggiore Il migliore 
Scritto da Mario Salomone
domenica, 24 gennaio 2016

I tre match fra pesi massimi previsti per questo week-end si sono conclusi con le vittorie dei tre favoriti della vigilia. Vediamo nel dettaglio come sono andate le cose in ciascuno dei match.

Jarrell "Big Baby" Miller (16-0-1, 14 KO) WKO7 Donovan Dennis (12-3-0, 10 KO)

Quando un pugile dotato di grande potenza come Miller affronta un pugile dalle scarse capacità di tenuta come Dennis il rischio di un match lampo è dietro l'angolo e difatti le ostilità stavano per finire assai presto poiché il favorito della vigilia ha siglato ben due atterramenti nel corso del primo round andando vicinissimo al trionfo immediato con un Dennis in bambola bersagliato dai colpi e infine salvato dal suono del gong. A spianare la strada a Big Baby un gancio destro micidiale che ha colto il rivale in pieno volto mentre quest'ultimo era alle corde con la guardia bassa.

 

Il minuto di sosta ha consentito tuttavia a Dennis di recuperare energie e lucidità e la sfida è andata avanti con Miller sempre intento ad avanzare alla ricerca del colpo pesante. Il contest si è prolungato oltre le aspettative essenzialmente per due motivi: da un lato è stato merito di Dennis che ha iniziato a muoversi incessantemente al fine di non dare bersaglio fisso e ha tenuto a bada l'avversario con combinazioni improvvise e rapidi sinistri di prima intenzione; dall'altro il monumentale Miller ha mostrato gli effetti negativi del portarsi dietro una massa eccessiva abbassando i ritmi in più occasioni per rifiatare.

 

Alla fine il vizio di tenere le braccia basse e l'eccessivo dispendio di energie hanno sancito la fine di un esausto Dennis con l'arbitro che probabilmente ha atteso troppo per decretare il KO tecnico consentendo a MIller di piazzare fendenti ormai inutili ai danni di un pugile incapace di reagire.

 

Se da un lato Miller ha confermato la propria potenza e le proprie doti di incassatore, dall'altro ha palesato anche i consueti limiti tecnici ed una condizione atletica tutt'altro che invidiabile.


Joseph Parker (18-0-0, 16 KO) WKO8 Jason "Ironman" Bergman  (25-12-2, 16 KO)

Come ci si poteva attendere in virtù dei rispettivi curricula, il match è stato a senso unico con Parker che round dopo round ha inflitto al malcapitato Bergman una dura punizione. Quello definitivo è stato il terzo atterramento dell'incontro con i primi due verificatisi nel secondo round (gancio sinistro al volto) e nel settimo (colpo al corpo). Nonostante la vittoria schiacciante tuttavia Parker ha lasciato qualche perplessità. Il neozelandese infatti, irretito dalla guardia chiusa a riccio di Bergman, ha impiegato troppo tempo per disfarsi di un pugile già messo fuori combattimento con facilità da combattenti non fenomenali. Molti sono stati inoltre i colpi a vuoto e in alcune circostanze Parker si è anche lasciato sorprendere da colpi d'incontro obiettivamente evitabili. Sembra dunque emergere che la speranza oceanica dei pesi massimi abbia ancora un po' di strada da fare prima di potersi confrontare con i migliori esponenti della categoria. Dopo svariati combattimenti fin troppo scontati sarebbe dunque ora di far salire l'asticella per evitare di dover fronteggiare un salto troppo grande quando arriverà il momento dell'eventuale consacrazione.


Dominic "Trouble" Breazeale (17-0-0, 15 KO) WKO5 Amir "Hardcore" Mansour (22-2-1, 16 KO)

In sede di presentazione avevamo anticipato che dei tre match questo sarebbe stato quello più aperto ad un eventuale colpo di scena e alla luce dei fatti il nostro pronostico stava per avverarsi. Mansour si è infatti reso protagonista di un grande inizio vincendo il primo round, doinando il secondo e siglando un pesante atterramento nel terzo grazie a un preciso gancio destro alla tempia. Breazeale, in evidente difficoltà di fronte alla pressione asfissiante del rivale, ha faticato tremendamente a scrollarselo di dosso dimostrandosi poco abile nello sfruttare il chiaro vantaggio in altezza e in allungo ed affidandosi principalmente al cuore e alla potenza dei propri colpi. L'inevitabile calo di ritmo del quarantatreenne Mansour ha consentito all'ex olimpionico di riorganizzare le idee portando a casa la quarta ripresa, seguita da un quinto round al cardiopalma caratterizzato da scambi furibondi inizialmente favorevoli a Mansour che ha però rischiato di capitolare nel finale. Quando già il pubblico pregustava il prosieguo della battaglia il medico di riunione, chiamato all'angolo di Mansour, ha ravvisato una frattura alla mandibola che lo rendeva impossibilitato a continuare. Breazeale ha quindi potuto alzare le braccia al cielo e tirare un sospiro di sollievo per essere uscito vincitore da un match fino a quel momento assai complicato. L'infortunio di Mansour è stato probabilmente agevolato dalla sua tendenza a combattere con la bocca aperta per respirare a pieni polmoni. Rimangono dunque grossi dubbi sulle possibilità di Breazeale di affermarsi ai piani alti delle classifiche internazionali con una difesa tanto approssimativa.


Foto tratte da fightnews.com 

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