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Ola Afolabi annuncia il ritiro: la sua lunga lettera ai tifosi

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Peggiore Il migliore 
Scritto da Mario Salomone
mercoledì, 16 marzo 2016

Il massimo leggero Ola "Kryptonite" Afolabi ha deciso di ritirarsi dal pugilato professionistico e lo ha fatto in maniera poco convenzionale, pubblicando una lunga lettera indirizzata a tutti gli appassionati, nella quale ha ripercorso la sua avventura nel duro ed affascinante mondo delle sedici corde, dagli inizi ai giorni nostri. Il testo, intriso di aneddoti a tratti divertenti, a tratti commoventi, mette in luce i motivi di un percorso caratterizzato da alti e bassi, passi falsi e giorni di gloria. Di seguito vi proponiamo la lettera integrale, tradotta in italiano per voi lettori di Boxenews.

 






Circa 16 anni fa ero affamato e senza un tetto sopra la testa quando mi imbattei in una palestra di boxe ad Hollywood, dove meno te l'aspetteresti. Non avevo mai sostenuto un allenamento di pugilato in precedenza, ma decisi di provarci.

 

All'età di 20 anni lavoravo duramente ogni giorno. Alcuni giorni facevo il deejay in una losca discotesca, altri stavo alla reception di un ostello studentesco in cambio del posto su una brandina in una camera condivisa con sei studenti stranieri.

 

Mi scontrai con la dura vita della palestra avendo a malapena il tempo necessario per dormire ritrovandomi a fare sparring con campioni del calibro di James Toney, Francois Botha e altri tra esperti e principianti. Feci ciò per due anni prima di essere scoperto nel 2002 dai miei manager, Victor Martinez e Pedro Rosado. Questi due uomini straordinari mi nutrirono e mi diedero una casa e sarò loro riconoscente per tutta la vita. Che Pedro riposi in pace, è mancato di recente. Mi piacerebbe se fosse ancora qui, così potremmo sederci tutti insieme per cenare, rievocare i ricordi e scherzare sulla mia carriera.

 

Nel 2002 sostenni il mio primo vero incontro. Era un match sulle 4 riprese ma io già mi allenavo per sostenerne 12.

 

Ero molto nervoso. Ricordo che pensavo "E se perdo? E se queste persone, specialmente i miei manager, dovessero scoprire che sono un bluff? Tornerei ad essere affamato e senza una casa." Mi ero battuto colpo su colpo con gente del calibro di James Toney e altri ma quella sera salii sul quadrato e pareggiai con un pugile mediocre. Ancora oggi sono piuttosto sicuro che persi il match ma mi diedero il pari.

 

Tre anni più tardi accettai un match contro un veterano del ring ed ex campione del mondo (Orlin Norris NDR) che aveva appena pareggiato con un vero campione del momento (Vassily Jirov NDR). Aveva un record di 57 vittorie, 9 sconfitte e un pareggio. Io avevo un record di 10 vittorie, 3 pareggi e una sconfitta. Mi proposero il match con una sola settimana di preavviso: dovevo rappresentare un allenamento in vista della sua rivincita col campione.

 

Chiusi la contesa mettendolo KO nel settimo round.

 

Dopo questo episodio nessuno voleva più affrontarmi e trascorsi tre anni senza combattere. Se non fosse stato per i miei manager che mi fecero allenare i clienti della palestra e mi resero uno sparring partner, non ce l'avrei fatta. Nel frattempo, durante una seduta di sparring, subii il distacco della retina all'occhio destro, poi mi infortunai a un nervo della testa ritrovandomi con problemi permanenti alla vista. I miei infortuni si sommarono alla mia inattività intercorsa tra i 25 e i 28 anni; in pratica avevo buttato all'aria il mio apice come atleta. Gli anni in cui avrei dovuto dare il meglio di me ed esprimere tutto il mio potenziale erano perduti.

 

Dopo questi tre anni ricevetti una chiamata e mi fu chiesto se mi sarei battuto contro un giovane emergente con un record di 11 vittorie e nessuna sconfitta con ben 10 KO all'attivo (Eric Fields NDR). Aveva messo KO in appena 50 secondi un pugile che era stato campione del mondo da giovane (Kelvin Davis NDR). Era un killer.

 

All'epoca il mio peso era salito a 245 libbre (111 Kg NDR), ovvero 45 libbre (20,5 Kg NDR) in più rispetto al limite della mia categoria. Senza avere altra scelta trattandosi della prima offerta ricevuta in tre anni accettai il match con 4 settimane di preavviso. Persi le 45 libbre durante tali 4 settimane e andai a metterlo KO nel decimo round. All'età di 29 anni non avevo ancora bruciato tutto il mio periodo d'oro, ma soltanto buona parte di esso.

 

Poco tempo dopo ebbi un'altra offerta per un match considerato di rodaggio per il mio avversario a Manchester, in Inghilterra. Circa una settimana prima del match stavo sostenendo la mia ultima seduta di sparring con un peso massimo all'epoca poco conosciuto chiamato Tyson Fury. Durante tale sessione subii il distacco della retina all'occhio sinistro. Due giorni prima del match più importante della mia carriera ero in sala operatoria. L'operazione andò bene ma avrei dovuto evitare contatti fisici per almeno due settimane.

 

Due giorni dopo essere stato operato mi stavo battendo con un pugile che vantava 29 vittorie e una sconfitta con 23 KO (Enzo Maccarinelli NDR). Lo misi KO nel nono round e divenni il campione del mondo ad interim. Pochi mesi dopo, sempre all'età di 29 anni, ebbi l'opportunità di diventare campione del mondo.

 

Dovetti combattere in Germania per la prima volta. Ricordo che mentre ero nello spogliatoio ebbi un déjà-vu del mio primo match. Ancora una volta pensai "E se fossi davvero un bluff? Tornerò a fare sparring e ad allenare gente per campare. Se perdo, mi ritiro. Sto guadagnando 175000 dollari, il massimo che io abbia mai visto fino a questo punto. Non preoccuparti, avrai abbastanza denaro per iniziare una vita decente."

 

Mi battei e persi con un verdetto risicato un match che pensavo sarebbe potuto essere giudicato pari. Accettai la sconfitta dal momento che lui (Marco Huck NDR) era il campione e per salire sul tetto del mondo devi battere il campione in maniera chiara. Io non lo feci e quindi persi.

 

Subito dopo la sconfitta ebbi la fortuna di firmare per i fratelli Klitschko e Tom Loeffler della K2 Boxing. Per la prima volta, e quasi al termine del mio apice, avrei avuto qualcuno che si sarebbe preoccupato per me e avrei combattuto più spesso. I match non divennero più facili o più difficili ma mi tennero attivo.

 

Nel 2011, mentre facevo sparring con Wladimir Klitschko aiutandolo a prepararsi per il suo match contro David Haye, mi lussai la spalla destra. Andai avanti nel voler affrontare il campione britannico (Terry Dunstan NDR) e persino nello spogliatoio, durante il riscaldamento per il match, la mia spalla uscì fuori dal suo alloggiamento. La rimisi a posto e non lo dissi a nessuno perché non potevo permettermi di far saltare l'incontro. 20 minuti più tardi lo misi KO nel primo round con il gancio destro più adorabile che avessi mai scagliato.

 

Volevano farmi operare per bloccare definitivamente la spalla ma ciò avrebbe significato stare fuori dai giochi per un anno intero. Non potevo permettermelo a 30 anni perchè ciò avrebbe potuto rappresentare la fine della mia carriera. Scelsi invece di affidarmi alle terapie. Da allora mi sono infortunato alla spalla almeno 2 o 3 volte durante ogni training camp per il resto della mia carriera.

 

Due anni più tardi, quando avevo 32 anni e probabilmente ero nell'ultimo anno del mio prime, combattei nuovamente contro Huck in Germania. Più fiducioso e più attivo rispetto alla prima volta vinsi il match e sarei dovuto diventare campione del mondo. Tuttavia, a causa di un imbroglio casalingo, fu proclamato un verdetto di parità derubandomi del mio sogno.

 

Fu ordinato un rematch ma fui costretto ad aspettare un anno. I pugili invecchiano all'improvviso. Avevo compiuto 33 anni. Dopo un anno trascorso ad arrugginire e con una spalla malandata, persi la rivincita.

 

Continuai a combattere e conquistai il titolo IBO nella Mecca del pugilato, il Madison Square Garden.

 

All'età di 35 anni ebbi l'opportunità di battermi per il mondiale IBF ad interim grazie alla K2 Boxing. Abbandonai la mia cintura IBO per poter sostenere questo match. Lungo la strada per arrivare in Argentina ci fermammo in Messico dove bevendo l'acqua del rubinetto contrassi un virus intestinale. Nei due giorni che precedettero il match andai in bagno almeno 40 volte disidratandomi completamente. Persi ai punti. Sette mesi più tardi dovetti affrontare un ex campione olimpico che aveva un record di 24 vittorie e una sconfitta (Rakim Chakhkiev NDR) per provare a riprendermi il titolo IBO che avevo abbandonato. Lo misi KO nel quinto round. 

 

La difesa della mia cintura contro Marco Huck sarebbe stata la mia ultima battaglia.

 

Mancava meno di un mese al mio 36esimo compleanno. Non ero mai stato un picchiatore devastante, ero semplicemente furbo e dotato di riflessi e tempismo. Quando invecchi le prime cose che perdi sono proprio i riflessi e il tempismo. Sebbene abbia cercato di dare il massimo e mi sia allenato duramente, persi l'incontro.

 

Ecco perché devo appendere i guantoni al chiodo. Sono sempre stato un uomo realista. Boxare è stato doloroso ma mi ha anche regalato così tante cose positive da mettere in ombra quelle negative. Vedo i miei idoli James Toney e Roy Jones con problemi nel parlare e difficoltà di equilibrio che continuano a combattere a 47 anni per centomila dollari o anche meno. Sono pugili che hanno avuto una classe ed uno status che io posso soltanto sognare. Se può succedere a loro succederà sicuramente anche a me. Non lascerò che questo avvenga.

 

Il mio unico rimpianto è quello di non aver mai disputato un incontro in una delle mie due città, Lagos e Londra.

 

Senza esperienza, senza aiuto o protezione, sono riuscito a conseguire risultati maggiori rispetto alla maggior parte dei pugili che godono di tutti i vantaggi del mondo.

 

Quindi dopo due operazioni alla retina, la vista danneggiata e una spalla messa male, devo dire addio alla boxe a 36 anni. Ho abbastanza soldi per vivere, quindi ne uscirò finché posso ancora vivere una vita sana e amministrare con saggezza i miei averi.

 

Grazie infinite a tutti coloro che mi hanno aiutato e supportato lungo questa strada lunga e difficile.

 

"La vita mi ha dato limoni e io li ho trasformati in un fottuto frappè al cioccolato!"

 

 

Ola Afolabi



Foto tratte da:
boxrec.com
boxingscene.com
zimbio.com
bleacherreport.com

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