Home arrow News arrow Opinioni arrow MUHAMMAD ALI - Parte II: Lo squarcio nel guantone, il titolo mondiale, il pugno fantasma

MUHAMMAD ALI - Parte II: Lo squarcio nel guantone, il titolo mondiale, il pugno fantasma

Valutazione dell'utente: OFFOFFOFFOFFOFF / 0
Peggiore Il migliore 
Scritto da Mario Salomone
domenica, 05 giugno 2016

Proseguiamo la nostra carrellata dei video riguardanti gli incontri chiave della carriera sportiva del grande Muhammad Ali occupandoci della prima volta in cui Ali, all'epoca ancora Cassius Clay, rischiò seriamente di essere messo KO. Era il giugno del 1963 e Clay, ormai prossimo all'agognata chanche mondiale, disputò il suo primo match da professionista all'estero, più precisamente a Londra, nello stadio di Wembley, davanti a 35mila spettatori.

 

L'eccessiva sicurezza in se stesso questa volta rischiò davvero di costargli caro. Cooper, per quanto fisicamente limitato e propenso a ferirsi con facilità, aveva un cuore sconfinato e un gran gancio sinistro: proprio il colpo che Ali più di ogni altro dimostrerà di soffrire nel corso degli anni. Nel finale della quarta ripresa, quando Clay sembrava prossimo alla vittoria e il volto di Cooper era già in pessime condizioni, un terrificante gancio sinistro di quest'ultimo provocò il clamoroso atterramento che mandò in visibilio l'intero stadio. La campana suonò poco dopo e durante il minuto di pausa il geniale trainer Angelo Dundee fu autore di un gesto di furbizia ancora oggi spesso ricordato: allargò volontariamente un piccolo squarcio che si era aperto nel guantone del suo pugile costringendo l'arbitro ad ordinare una sostituzione e dando così a Clay qualche istante in più per recuperare. Nel round successivo Cooper, ormai ridotto ad una maschera di sangue, fu fermato. La previsione in rima ancora una volta aveva predetto il giusto. Ecco il video del match:


 

 

Se l'esibizionismo mediatico del giovane Clay aveva sorpreso tutti nella prima parte della sua carriera, quando si trattò di affrontare il Campione del Mondo Sonny Liston, il ventiduenne astro nascente di Louisville si superò. Tra rime beffarde, insulti in diretta televisiva, svenimenti simulati e provocazioni continue, Cassius Clay fece tutto ciò che poteva fare per innervosire il superfavorito della vigilia. In virtù dell'anno non esaltante appena trascorso che lo aveva visto vincere di poco ai punti su Doug Jones e venire atterrato in Inghilterra, lo sfidante era pagato 7 volte la posta dagli allibratori e in un sondaggio condotto tra giornalisti sportivi in 43 su 46 pronosticarono una vittoria di Liston. Clay però quella sera boxò meravigliosamente mandando a vuoto ripetutamente l'avversario, costringendolo ad inseguirlo per il ring e rientrando con combinazioni velocissime. Dopo un apparente principio di rimonta del campione, che in seguitò si ipotizzerà connesso a una sostenza urticante che avrebbe causato problemi agli occhi di Clay, quest'ultimo riprese in mano le redini del match fino a dominare letteralmente il sesto round. Liston a questo punto si arrese, denunciando un infortunio ad una spalla destinato a far discutere per molti anni a venire. Molte furono le speculazioni, le presunte prove e le presunte smentite riguardo quel match, che ad ogni modo resta una straordinaria esibizione di eleganza, classe, velocità e destrezza da parte di un giovane pugile destinato a diventare grande. Ecco il video di quella magica notte:


 

 

Dopo aver vinto il titolo il nuovo campione annunciò ufficialmente la propria conversione all'Islam cambiando il proprio nome in Muhammad Ali. Naturalmente la prima difesa della cintura fu la rivincita contro Sonny Liston. Il match, destinato a passare alla storia per via del cosiddetto "pugno fantasma", fu organizzato in un crescente clima di tensione e mistero. Da una parte i forti contrasti con la WBA che voleva impedire il rematch in virtù di un vizio contrattuale (i due pugili si erano accordati per la clausola di rivincita senza l'approvazione della federazione), dall'altra i possibili rischi per un attentato di matrice islamista: Malcolm X era stato assassinato pochi mesi prima ed il fatto che Ali avesse interrotto bruscamente i rapporti con lui avrebbe potuto provocare reazioni incontrollabili da parte dei gruppi vicini all'attivista. Questi ed altri problemi portarono ad un'organizzazione in sordina tanto che alla fine il match si tenne in un impianto minuscolo e appena 2434 persone vi assistettero dal vivo, la cifra più bassa della storia del campionato mondiale dei pesi massimi. I sospetti di combine questa volta furono molto più forti: Liston andò giù su un colpo apparentemente innocuo, specie per un grande incassatore come lui, e i suoi stessi tentativi goffi di rialzarsi furono interpretati da molti come una cattiva performance recitativa. Vi proponiamo dunque il brevissimo match unito ad un filmato reastaurato in cui si vede chiaramente che il colpo arriva effettivamente a segno facendo contrarre i muscoli della schiena di Liston. Fu abbastanza forte da farlo crollare così? Una risposta certa non l'avremo mai.




Il pugno fantasma:

 



CONTINUA... 


PARTE I


PARTE III
PARTE IV
PARTE V

_

< Precedente Successivo >

1 Commento

Visitore
cesco
05 giugno 2016, 23:08
Un pugno al mento, da sopra a scendere verso il basso, non da possibilità di ammortizzare il colpo neanche istintivamente. Liston stava anche venendo in avanti, chili aggiunti allimpatto quindi. Sì è fattibilissimo. Poi si può disquisire quanto si vuole. Di colpi così non irresistibili che pongono fine ai match, se ne vedono parecchi. Direi che non cè niente di Phantom! Grandi Staff..
Inserisci un commento
Non verrà pubblicata

Notificami via e-mail le risposte
Ortografia Ortografia

E-mail alerts

Non voglio ricevere ulteriori notifiche su nuovi commenti in relazione a questo articolo

Menu Principale

Home Ricerca Entrata WEB TV

Accesso Utente





Non hai ancora un Profilo? Crea Profilo

Syndicate

RSS 0.91
RSS 1.0
RSS 2.0
ATOM 0.3
OPML

 

domenica, 21 gennaio 2018

News in evidenza

Valid XHTML 1.0 Transitional!CSS Valido!