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Il centenario della nascita di un campione: un secolo fa veniva al mondo Marcel Cerdan!

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Scritto da Mario Salomone
venerdì, 22 luglio 2016

Ricorre oggi il centenario della nascita di un pugile straordinario, stroncato prematuramente da un terribile incidente aereo, la cui fama e la cui gloria sono tuttavia divenute immortali. Stiamo parlando del francese Marcel Cerdan, nato il 22 luglio del 1916 e spentosi tragicamente a soli 33 anni lasciando interrotto un record impressionante di 111 vittorie a fronte di sole 4 sconfitte.

 

Cerdan nacque a Sidi Bel-Abess, in Algeria, all'epoca colonia francese, ma si trasferì con la sua famiglia in Marocco, più precisamente a Casablanca, quando aveva soltanto 6 anni. Quando ne ebbe compiuti 8 entrò per la prima volta in una palestra di pugilato e per lui fu un colpo di fulmine. Da allora il suo impegno nel migliorarsi tra le sedici corde non conobbe tregua e dieci anni dopo, il 10 novembre del 1934, bagnò il suo esordio come professionista nella città marocchina di Meknes, con una vittoria ai punti su Marcel Bucchianeri.

 

Seguì una lunga striscia di vittorie che lo portò il 21 febbraio del 1938 a battersi per il titolo francese dei pesi welter contro l'ostico Omar Kouidri, anche lui di origini algerine, già battuto due volte da Cerdan. Marcel si impose anche la terza volta ai punti, come nelle due precedenti occasioni, e fu proclamato dunque Campione di Francia davanti alla sua città adottiva (il match si disputò a Casablanca).

 

La sua fama iniziò a diffondersi sempre più rapidamente anche grazie al fatto che dopo una prima fase di carriera disputata esclusivamente in Nord Africa tra Marocco e Algeria, iniziò ad esibirsi stabilmente anche in Europa, dapprima in Francia e in seguito anche in Inghilterra, in Belgio e in Italia. Proprio in Inghilterra, quando già aveva difeso due volte con successo il titolo francese contro Jean Morin e ancora con il perseverante Kouidri, patì la sua prima sconfitta che giunse per squalifica il 9 gennaio del 1939 in virtù di un colpo basso che mise fuori combattimento l'inglese Harry Craster.

 

Il primo nome importante affrontato da Cerdan fu l'italiano Saverio Turiello che dopo una carriera da autentico giramondo era entrato in possesso del titolo europeo dei pesi welter a spese del belga Felix Wouters nella sua Milano. Cerdan sconfisse dapprima Turiello in un match sulle dodici riprese senza titoli in palio a Parigi; poi lo detronizzò a Milano, il 3 giugno del '39, imponendosi ai punti dopo quindici round. Cerdan era ormai una stella e in patria gli cucirono addosso diversi soprannomi altisonanti tra cui "Le Bombardier Marocain" e "Casablanca Clouter".

 

Dopo la vittoria su un altro italiano, un Cleto Locatelli che aveva già intrapreso la via del declino, Cerdan si arruolò nell'esercito per prendere parte alla seconda guerra mondiale che lo tenne lontano dal ring per due anni, fino al 1941. Seguì una lunga serie di successi interrotta unicamente da una sconfitta, ancora una volta per squalifica, contro il francese Victor Buttin che avrebbe comunque messo agevolmente KO tre anni dopo. In questo periodo, con la guerra che si avviava verso la sua conclusione, Cerdan disputò due "tornei inter-alleati" cui presero parte principalmente pugili americani arruolati, vincendoli entrambi agevolmente. Proprio in occasione del secondo di questi mini-tornei il campione francese salì di categoria e da quel momento in avanti restò stabilmente tra i pesi medi.

 

Conquistare il titolo nazionale dei medi contro Assane Diouf e difenderlo con successo contro Edouard Tenet e Robert Charron fu per Cerdan una passeggiata che lo condusse al suo primo match negli Stati Uniti: era il 6 dicembre del 1946 e Cerdan si trovò di fronte lo statunitense Georgie Abrams che in passato era stato sfidante al titolo mondiale e aveva fatto sudare le proverbiali sette camicie al campione Tony Zale atterrandolo pesantemente nel primo round e arrendendosi soltanto ai punti dopo 15 combattutissime riprese. Abrams, che l'anno seguente avrebbe impegnato severamente l'immortale Sugar Ray Robinson, costrinse Cerdan a un match durissimo combattutto sulla corta distanza senza esclusione di colpi. Il pugile francese fu penalizzato ufficialmente per colpi bassi nel quarto round mentre quello americano fu atterrato nel nono round da un gancio sinistro. Entrambi conclusero il match con profonde ferite al volto ed ebbero bisogno di punti di sutura, ma alla fine Cerdan la spuntò meritatamente sui cartellini.

 

Tornato in patria Cerdan fece suo il titolo europeo dei pesi medi annichilendo in meno di un round l'inadeguato belga Leon Fouquet. Seguirono altre schiaccianti affermazioni tra difese del titolo e match di rodaggio fino ad arrivare a quella che potrebbe essere definita l'unica sconfitta senza attenuanti della carriera del francese che il 23 maggio del 1948 fu superato ai punti dal belga Cyrille Delannoit perdendo così la cintura continentale. Sebbene il team di Cerdan abbia protestato vivacemente per via del verdetto, giudicandolo oltremodo generoso nei confronti del pugile di casa (il match si tenne a Bruxelles), fonti giornalistiche dell'epoca testimoniano che il transalpino prese visibilmente sottogamba l'incontro allenandosi poco e male e mantenendo un atteggiamento indolente e abulico per troppe riprese tanto da meritarsi la detronizzazione. Cerdan ad ogni modo ebbe subito la possibilità di rifarsi visto che la rivincita andò in scena appena un mese e mezzo dopo e questa volta mostrandosi rabbioso fin dal principio ebbe la meglio atterrando ben quattro volte il tenace avversario pur senza riuscire a metterlo KO in un match violento ed emozionante.

 

Giunse così finalmente la tanto agognata chanche mondiale: il 21 settembre del 1948 Marcel Cerdan salì sul ring nello Stadio Roosvelt di Jersey City per sfidare il terribile Tony Zale, soprannominato "Mani d'acciaio" per la durezza dei suoi colpi. Zale veniva dalla memorabile trilogia disputata contro l'italo-americano Rocky Graziano, conclusasi con un perentorio KO al terzo round in favore di Zale nella "bella". L'americano, che promise di chiudere il match entro la settima ripresa, era il favorito secondo i bookmakers tanto che la vittoria di Cerdan era pagata due volte la posta. Il match fu altamente spettacolare tanto da essere nominato Fight Of The Year dalla rivista Ring Magazine e terminò con il ritiro di Zale al termine dell'undicesima ripresa: il pugile americano, atterrato un attimo prima del suono del gong, ebbe bisogno dell'aiuto del suo allenatore per tornare all'angolo e non fu più in grado di proseguire. Marcel Cerdan era campione del mondo!

 

Vi proponiamo dunque le immagini di quello storico combattimento:

 

 

Dopo due match non titolati vinti senza difficoltà, Cerdan tornò in America per la sua prima difesa della cintura iridata: il suo sfidante era l'instancabile demolitore italo-americano Jake LaMotta, detto Toro Scatenato. Purtroppo quello che sarebbe potuto essere uno dei match più belli e significativi della storia del pugilato, dal momento che si trovavano di fronte due tra i migliori pesi medi di tutti i tempi, fu in parte rovinato da uno sfortunato episodio che nel corso del primo round decurtò notevolmente le possibilità di vittoria del campione: in seguito a una fase di clinch, LaMotta, nel divincolarsi dall'avversario, lo scaraventò a terra provocandogli un infortunio alla spalla sinistra. Da quel momento in poi Cerdan usò unicamente il braccio destro, condizione che lo rese del tutto impotente nel fronteggiare i furiosi attacchi del rivale. Al termine del nono round, constatata l'impossibilità di capovolgere le sorti di un match ormai segnato in quelle condizioni di handicap, l'angolo di Cerdan decise di fermare il proprio pugile. Il grande giornalista americano Red Smith in seguito al combattimento scrisse: "Nonostante l'infortunio e nonostante i durissimi colpi incassati durante il primo round, Cerdan ha vinto nettamente la seconda ripresa e si è aggiudicato anche la terza e la quinta, seppur con un minor margine. Un maestro del clinch come lui, fenomenale nello spostare l'avversario, nello stancarlo dalla corta distanza, nel parare i suoi colpi e nello schivarli per rientrare immediatamente non ha potuto fare nulla di tutto questo con una mano sola. Non poteva neppure stendere il braccio per tenere a bada il suo rivale... è difficile credere che LaMotta potesse avere chanche di vittoria contro un Cerdan integro."

 

La cattiva sorte ha voluto che le parole di Smith restassero prive di verifica: l'attesissima rivincita, inizialmente programmata per il 28 settembre ed in seguito rinviata al 2 dicembre per via di un infortunio di LaMotta, non ebbe mai luogo. Marcel Cerdan morì in un drammatico incidente aereo il 27 ottobre del 1949 insieme ad altri 47 passeggeri, mentre si stava recando negli Stati Uniti.

 

La fine prematura della sua carriera rende difficile una sua collocazione precisa in una classifica dei migliori pesi medi di ogni tempo e i giudizi degli storici in merito sono stati spesso discordanti. Lo storico Herbert Goldman ad esempio lo pone al quinto posto,  mentre la rivista Ring Magazine all'undicesimo. Indipendentemente dalle singole opinioni si è trattato di un atleta fenomenale, protagonista assoluto della storia della Nobile Arte e destinato a non essere mai dimenticato.

 

In questo nostro racconto abbiamo volutamente lasciato fuori le vicende personali extra-pugilistiche di Cerdan ed in particolare la sua tormentata storia d'amore extra-coniugale con la cantante francese Edith Piaf che tanto scandalo diede all'epoca sui rotocalchi di mezzo mondo. Abbiamo preferito commemorare il centenario del grande campione ripercorrendo le tappe del suo percorso da pugile, quel percorso che lo rende un punto di riferimento incrollabile per ogni appassionato di boxe che si rispetti. Speriamo di aver fatto cosa gradita a tutti coloro che non conoscevano il Bombardiere nato in Algeria e cresciuto in Marocco che, nato 100 anni fa, rese grande la Francia.


Foto tratte da:
boxingnewsonline.net
outsider-mag.fr 

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