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Joseph Parker batte Ruiz e conquista il titolo WBO!

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Peggiore Il migliore 
Scritto da Mario Salomone
sabato, 10 dicembre 2016

Poco fa, presso la Vector Arena di Auckland, in Nuova Zelanda, l'idolo locale Joseph Parker (22-0-0, 18 KO) si è laureato nuovo campione mondiale WBO dei pesi massimi sconfiggendo ai punti il messicano Andy "Destroyer" Ruiz Jr (29-1-0, 19 KO). Il verdetto è stato di majority decision con i seguenti cartellini: 114 a 114 e due volte 115 a 113 per Parker. Il vincitore è dunque il primo pugile neozelandese della storia a conquistare un titolo di sigla nella categoria regina se si eccettua lo storico campione Bob Fitzimmons che però nacque in Inghilterra ed emigrò con la famiglia giovanissimo nel continente oceanico.

 

Il canovaccio tattico del match è stato quello atteso fin dalle prime battute: Ruiz stabilmente a centro ring impegnato a mettere pressione e Parker più mobile e guardingo che lo teneva a bada da lontano. Dopo un primo round di studio il messicano ha messo subito in chiaro di non essere venuto ad Auckland in gita di piacere mettendo a segno un vibrante uno-due che il rivale ha assorbito spalle alle corde non senza preoccupazione.

 

Parker ha dato la sensazione di aver iniziato il match un po' contratto, forse emozionato per la grande opportunità di fronte al pubblico amico e soltanto a partire dalla quarta ripresa ha iniziato realmente a carburare intensificando i jab e negando con astuti clinch la cortissima distanza all'avversario. La fase centrale dell'incontro è stata dunque nettamente favorevole al neozelandese anche in virtù di una certa indolenza di Ruiz che ha drammaticamente fatto calare il proprio workrate limitandosi a poche sortite offensive intervallate da pause prolungate. 

 

Ci si è quindi avvicinati ai championship round con il pugile di casa avanti sui cartellini. Ruiz ha finalmente provato ad accelerare e ha ripreso a trovare il bersaglio con maggiore frequenza ma ha anche dovuto incassare delle bordate tremende tra cui alcuni diretti destri che avrebbero steso un toro. Il messicano ha dunque messo in msotra doti di incassatore di prim'ordine e ha tentato il tutto per tutto nel finale, conscio di dover tirare fuori il classico coniglio dal cilindro per ribaltare la situazione, senza tuttavia riuscirci.

 

L'ultima ripresa ha visto al contrario Parker legittimare il suo successo concedendosi anche qualche scambio a viso aperto che ha infiammato la platea facendo piovere applausi e grida di incitamento.

 

I cartellini finali hanno conferito al vincitore un vantaggio davvero striminzito, a mio parere meno ampio rispetto a quanto emerso sul quadrato. Personalmente ritengo che Parker meritasse almeno quattro punti di margine e che il pareggio visto da uno dei tre giudici sia incomprensibile. L'importante tuttavia è che ad alzare le braccia al cielo sia stato l'atleta più meritevole. 

 

In questo match il peso massimo neozelandese ha dato l'impressione di essere migliorato rispetto alla sfida che sette mesi fa lo vide vincere con non poche apprensioni contro il francese Takam. La condizione atletica di Parker è apparsa infatti qusta volta nettamente più solida e gli ha consentito di muoversi e lavorare efficacemente nell'arco dell'intero combattimento senza mai fermarsi in difesa passiva lungo le corde. Resta difficile tuttavia stabilire se tale apparente progresso non sia in parte dovuto al basso workrate del rivale di oggi, decisamente meno continuo nell'azione di quanto sarebbe stato necessario per testare la stamina di Parker.

 

Ruiz potrebbe essere un pugile decisamente temibile in virtù della sua impressionante velocità di braccia e della resistenza ai colpi, ma il suo stato di forma tragicomico lo rende purtroppo un atleta di seconda fascia impossibilitato a battere i migliori. I chili di troppo agiscono infatti su di lui come una zavorra e lo costringono a dosare le energie e a rifiatare continuamente impedendogli di fatto di esercitare quella pressione asfissiante che le sue caratteristiche renderebbero oltremodo efficace.

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