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Panoramica sul pugilato italiano: pesi superleggeri

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Scritto da Luigi Murru
sabato, 23 marzo 2013

 Rieccoci con la nostra rubrica dedicata alla panoramica sul pugilato italiano professionistico categoria per categoria. Questa volta è il turno dei pesi superleggeri, una categoria importante e appassionante dove la competizione è alta visto il gran numero di persone che vi rientrano. Il limite dei 63,5 Kg è quello appena prima dei welter. Vediamo adesso nello specifico la situazione italiana, sempre tenendo conto che nelle nostre panoramiche nominiamo e consideriamo solo i pugili che hanno almeno disputato una decina di incontri. Partiamo col primissimo della lista: Michele Di Rocco.

 

 

 

 

Michele "The King" Di Rocco (34-1-1, 15Ko).  Si tratta del miglior superleggero italiano in circolazione ma anche di un talento incompiuto. Il 30 enne umbro ha messo assieme un record impressionante ma non di qualità eccelsa. Tuttavia è già stato campione italiano della categoria, nonché campione UE (titolo che detiene attualmente). Unico rosso in carriera contro un ottimo Giuseppe Lauri in un match dall'esito controverso e discusso ma poi riscattato in quella che è stata una splendida rivincita ottenuta per Ko alla prima ripresa il 14 Aprile del 2012 al Palasport di Vicenza. Tecnicamente possiede un bagaglio importante ed una discreta varietà di colpi. Possiede pugno a sufficienza per la categoria, visto che è solito fare qualche saltino nei welter, specie nei periodi di poca forma o di lunga aspettativa. Un buon pugile che potrebbe ambire al titolo continentale della categoria. Uno dei 3 cugini Spada, Di Silvio e appunto Di Rocco che rende omaggio al pugilato professionistico italiano attuale. Insomma un personaggio e un pugile positivo però gestito talvolta un pò troppo AL RISPARMIO. Non che andasse bruciato e non che potesse ambire al titolo mondiale ma l'europeo forse avrebbe dovuto disputarlo tempo fa. Il riuscirci spetta a lui e rappresenta la differenza fra chi è campione e chi non lo è.

 

Samuele Esposito (14-1, 7Ko). Pugile coriaceo, brevilineo dotato di una certa potenza che preferisce anche per questo la corta distanza. Non è in grado di variare strategia perché queste sono le frecce nella sua faretra e poco altro. A soli 27 anni è stato già campione italiano e ha difeso il titolo 4 volte. Un torello difficile da tenere a bada che adesso ambisce giustamente a qualche titolo internazionale. Il Salernitano presenta un rosso nel record ma si tratta di un infortunio che poi non incide nel globale sulla qualità del pugile. Un bell'esempio. Ce ne fossero 20 o 30 di lui per categoria, allora avremmo un panorama interessantissimo e invidiabile.

Dove può arrivare? Non è dato sapere ma le qualità espresse non fanno pensare a livelli esasperati. Per lui già affrontare Di Rocco sarebbe un ostacolo eccessivo al momento ma in futuro non dovrebbe precludersi la chance continentale. Il livello mondiale è comunque lontano, molto lontano.

 

Renato De Donato (12-1, 1Ko). Il milanese attualmente campione italiano in carica ha inaugurato la casella dei rossi, cioè delle sconfitte sul proprio record proprio contro il salernitano Samuele Esposito. 26enne con ancora molti anni di professionismo davanti, se vorrà potrà migliorarsi. Per adesso si tratta dell'esatto opposto di Esposito. Cioè di un longilineo che predilige andare per linee dritte e boxare dalla media e lunga distanza. Non è affatto dotato di pugno, nel senso che è privo del colpo risolutore e questa non è una pecca da poco. Al momento il titolo nazionale che detiene rappresenta il suo reale valore. Le ambizioni internazionali le lascerei momentaneamente chiuse nel cassetto.

 

 

Vittorio Oi (17-1-1, 3Ko). Passiamo ad un "vecchietto" del ring piuttosto interessante. Il 38enne di Pomezia The Time Machine Oi è infatti un pugile di indubbio valore che è stato in grado di conquistare il titolo italiano della categoria come il titolo UE sorprendendo tutti quando sconfisse Pispaneen, a cui fa da eco la vittoria in terra straniera per il titolo IBF mediterraneo contro Tripp.

Peccato che la sua carriera non abbia trovato la giusta continuità, altrimenti il suo livello e il suo potenziale non sarebbe stato tanto lontano da un Di Rocco seppur combatta in stile completamente opposto. Si tratta di uno "slugger" un pò sgraziato nei movimenti ma piuttosto efficace nell'aprire le guardie avversarie e per di più mancino. Insomma un bruttissimo cliente per i giovani connazionali della categoria. Sarebbe perfino un ottimo "tester" per Di Rocco stesso. Sfida questa che per il titolo UE potrebbe anche svolgersi.

 

 

Alfredo Di Feto (19-13-2). Il 32 enne emiliano è un pugile di cuore e quantità, tutto polmoni ma poco talento che vediamo spesso incrociare i guantoni con il campione nazionale di turno. Non ultimo è stato sconfitto di recente ben due volte da De Donato. Un giorno o l'altro il titolo nazionale potrebbe anche vincerlo ma non può che essere considerato un mestierante che non può ambire assolutamente a titoli internazionali di rilievo.

 

Antonio Santoro (7-2, 2Ko). Recente sfidante al titolo italiano della categoria è stato l'unico pugile sconfitto prima del limite da De Donato in carriera e questo la dice lunga sul 30enne leccese che magari non dovrebbe desistere. Prenda a modello Di Feto e si butti in qualsiasi sfida del genere magari migliorando almeno a livello quantitativo ma la qualità scarseggia notevolmente.

 

Marco Siciliano (8-2, 4Ko). Appena più resistente di Santoro il 32enne torinese è comunque un pugile qualitativamente deludente. Certo, con la giusta preparazione e le giuste motivazioni potrebbe anche ambire al titolo nazionale che ha perso ai punti con De Donato ma anche lui non sembra poter uscire dai confini nazionali a livello di ambizioni.

 

 

Questa la situazione attuale nella categoria. Dato per ritirato l'ottimo Giuseppe Lauri che tanto ha dato al recente passato della categoria, di giovani talentuosi non se ne vedono all'orizzonte. Di possibili fenomeni neanche l'ombra. 4 buoni pugili ci sono ma il campionissimo di "domani" sembra mancare in maniera lampante. Non una categoria in salute ma Di Rocco, Esposito, De Donato e perché no il vecchio Oi potrebbero regalarci più di un match interessante.

 


Nella foto Michele Di Rocco, tratta da Affariitaliani.it

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